Meteo
Maggio, trionfo senza rivali: il Miccio canterino al Ponte
Il cantante salentino regala alla contrada rossoblù una vittoria per distacco. «No, non me l’aspettavo: una rivincita dopo la delusione dello scorso anno»
QUERCETA. Con una canzone davvero originale, dedicata al «somaro» protagonista del Palio dei Micci, una presunta ingiustizia del regolamento, e una interpretazione magistrale, Antonio Maggio ha trionfato alla 65esima edizione del Festival del Miccio Canterino. Sono stati ben 14,5 i punti di distacco dalla seconda contrada, il Ranocchio (97,5), con Marte. Punti con i quali il Ponte ha (stra)vinto una edizione davvero competitiva e con tanti brani apprezzati dal pubblico. Delusione invece per il gruppo bianco celeste della Cervia che si è classificato ultimo (81,5) con Antonino, mentre in molti lo davano fra i primi quattro. Ottimi i risultati del Leon d’Oro, terzo (94,5), con la cantante Deborah Iurato e del Pozzo quarto (90,5) con Lorenzo Baglioni.
Seppure dopo la terza sera anche la canzone del Ponte era fra le più cantate al Palazzetto di Forte dei Marmi, anche lo stesso cantante non si aspettava questo risultato. Molto scenico il coro “Gli incastrati” che aveva principalmente il ruolo di introdurre il significato del brano, così come la pelliccia viola con cui Maggio si è presentato sul palco, e quella verde del chitarrista. «Solitamente in questo contesto – ha spiegato Antonio Maggio al termine del Festival – si parla in senso lato della corsa e dell’appartenenza alla contrada. Invece ho deciso di portare una canzone diversa: ho scoperto mesi fa questa peculiarità del regolamento che ho trovato abominevole: l’asino maschio per correre la corsa del Palio deve essere sottoposto a castrazione. Altrimenti si deve partecipare con una femmina. Quindi mi sono inventato questa storiella in cui un miccio si allena tutto l’anno, poi chiede alla contrada di poter gareggiare e si sente dire no, accendi la miccia. E da qui il titolo della canzone».
"Accendi la miccia", per l'appunto. Un risultato che è stato senza dubbio una rivalsa per il 2023, quando il Ponte, sempre con Maggio, era per tutti il favorito e si era invece piazzato quinto, con qualche conseguente polemica sulla composizione della giuria. «È vero – prosegue il cantante salentino – l’anno scorso la nostra canzone era fra le favorite. Su questo palco ho vinto tre volte, e in tutte ho trionfato senza aspettarmelo. L’unico anno, lo scorso, che ci credevo veramente non abbiamo vinto. Una costante di questo mestiere: quello che più ti aspetti non accade, e altre volte invece accadono sorprese bellissime. Come per Sanremo giovani nel 2013: ero arrivato da completo outsider e poi ho alzato il leone d’oro».
La prima volta con il Ponte aveva trionfato nel 2015 con il brano “Sotto a un ponte” e poi nel 2018 con “L’attesa”. Antonio Maggio ormai ha instaurato un rapporto strettissimo con la sua contrada rossoblù e il presidente Francesco Sarti. E anche ieri notte, come di consueto per tutte le contrade, dopo l’incoronazione al PalaForte, da parte del presidente della Pro Loco Gianluca Ceragioli, i festeggiamenti sono proseguiti nella sede della contrada fortemarmina, in Vaiana, dove via via sono sopraggiunti anche i ragazzi di quasi tutte le altre contrade, e in alcuni casi insieme al proprio cantante. Quinta si è piazzata la Madonnina con Ilaria Mongiovi e il testo “Lasciarsi andare” che ha totalizzato 89,50 punti, sesta la Quercia con Matteo Becucci e il brano “Il bianco e il nero” con 86 punti, e settima Valentina Caturelli e la canzone “Siamo solo noi” con 82 punti. Fra le favoritissime c’era senza dubbio la canzone del Ranocchio, contrada che, ben soddisfatta di “Come piace a me” e dell’interpretazione di Marte, veniva da due vittorie consecutive e avrebbe portato a casa una tripletta storica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
