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Trasporti

Viareggio, dopo oltre cento anni chiude l’autonoleggio Montaresi: lo choc dei lavoratori

di Donatella Francesconi
La sede della storica azienda di autonoleggio che forniva qualsiasi mezzo il cliente richiedesse
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La sede della storica azienda di autonoleggio che forniva qualsiasi mezzo il cliente richiedesse

Licenziati gli otto dipendenti a causa di una «grave crisi economico finanziaria». Puccinelli (Cgil): «Cercheremo di capire cosa abbia determinato la decisione improvvisa»

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VIAREGGIO. Oltre cento anni di storia gloriosa del trasporto privato, prima con le auto e poi con i pullman: è il ritratto della azienda di autonoleggio Montaresi che ha annunciato ai propri dipendenti la chiusura della attività. «Siamo stati convocati la mattina del 5 marzo per scoprire che non avevamo più un lavoro», è il racconto dei dipendenti. Ai quali è stata recapitata una lettera con oggetto «risoluzione del rapporto di lavoro per cessazione della attività» nella quale si legge: «La motivazione del licenziamento è dovuta al venire meno della continuità aziendale per una grave crisi economico finanziaria in cui l’azienda non è in grado di garantire la continuità del rapporto di lavoro. Il licenziamento avrà effetto immediato».

Al telefono con il Tirreno, Cristina Montaresi – nipote del fondatore dell’azienda, figlia di Bruno e moglie di Alberto Michetti, amministratore delegato dell’impresa scomparso all’improvviso, nel 2021, a 54 anni – è molto provata: «È un momento davvero difficile. Non si prendono a cuore leggero queste decisioni». Tra i settori devastati dal covid che ha reso impossibile ogni spostamento, la Montaresi Autonoleggio ha dovuto affrontare – ancora nel pieno della pandemia – la scomparsa dell’elemento portante sia per il lavoro che per la famiglia. Di recente, un tentativo di trovare acquirenti sarebbe stato fatto, ma senza che l’operazione si sia poi effettivamente concretizzata.

Gli otto dipendenti, soprattutto autisti, hanno già ritrovato una occupazione perché la richiesta di questo tipo di professionalità è altissima. «Ma rimangono gli stipendi di febbraio e marzo per quello che spetta e il trattamento di fine rapporto», è la voce dei lavoratori: «Chi vive dello stipendio si è ritrovato senza poter pagare affitti e mutui».

Dalla Cgil Versilia, il responsabile Paolo Puccinelli, fa sapere: «Siamo vicini ai lavoratori e ci muoveremo per capire cosa abbia provocato una crisi così improvvisa, affrontata in maniera così drastica». Anche considerando che da aprile a ottobre le prenotazioni – come sempre, dato il prestigio e la professionalità dell’azienda – non mancavano.


 

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