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Lo chef stellato Alessandro Ferrarini cambia ristorante: lascia il Francomare per Forte dei Marmi

di Irene Arquint
Lo chef stellato Alessandro Ferrarini cambia ristorante: lascia il Francomare per Forte dei Marmi

Dopo sette anni lascia Marina di Pietrasanta per passare allo “Sciabola”

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FORTE. Alessandro Ferrarini cambia insegna e lascia la cucina del Francomare. Da fine marzo lo troveremo a pochi chilometri di distanza: allo Sciabola di Forte dei Marmi. Con la Pasqua torneranno infatti operativi l’hotel St. Mauritius e il suo ristorante, che la proprietà fiorentina dalla scorsa stagione ha aperto agli esterni. Così Ferrarini passa da uno stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta, il Francomare, ad un hotel di Forte dei Marmi, portando con sé l’intera brigata.

Tra le stelle della Versilia

Lombardo ma dai trascorsi versiliesi, è uno dei nove chef stellati (cinque dei quali a Forte dei Marmi) che vanta la Versilia. Gli altri sono Andrea Mattei (Bistrot, Forte dei Marmi), Marco Bernardo (La Magnolia del Byron, Forte dei Marmi), Valentino Cassanelli (Lux Lucis, Forte dei Marmi), Gioacchino Pontrelli (Lorenzo, Forte dei Marmi), Giovanni Cerroni (Il Parco di Villa Grey, Forte), Luca Landi (Lunasia, Viareggio), Nicola Gronchi (Romano, Viareggio), Giuseppe Mancino (Il Piccolo Principe, Viareggio). Da notare che dei nove chef premiati dalla guida Michelin con l’astro (Mancino in realtà ne ha due), con questo passaggio scendono da quattro a tre i cuochi fuori da una struttura alberghiera.

I motivi della scelta

«Purtroppo la proprietà del Francomare ha cambiato visione decidendo di dare una nuova veste al ristorante - spiega lo chef Alessandro Ferrarini - sicuramente continueranno ad offrire grande qualità, ma personalmente so di poter dare ancora molto a livello professionale».

Ecco perché dopo sette anni Ferrarini saluta la famiglia Stefanini per i quali aveva conquistato la stella Michelin nel 2020 come sous chef a fianco di Alessandro Filomena, confermandola negli anni successivi in qualità di titolare della cucina. Il St. Mauritius è oggi gestito dalla proprietà, la famiglia Pippucci che nel 2013 ne ha ripreso le redini. Fiorentini, i Pippucci negli ultimi anni hanno deciso di investire nel boutique hotel costruito sul limitare di Roma Imperiale, la zona dei parchi e delle ville di Forte dei Marmi, puntando anche sulla ristorazione. Così la scorsa stagione hanno aperto lo Sciabola al pubblico esterno, puntando quest’anno su un professionista di indubbia bravura. Certo, la stella non lo seguirà, ma chissà che non la riconquisti anche qua.

La nuova avventura

Una sessantina i coperti, fra la terrazza che affaccia su giardino e piscina, e la sala dai colori che richiamano la ricca vegetazione esterna. «Sarà una cucina improntata su materie prime del territorio, stagionale, di gusto ma anche estetica - commenta Alessandro Ferrarini - perché prima si mangia con gli occhi, ma il piacere al palato deve rispecchiare ciò che colpisce la vista. Sarà improntata sull’italianità». 

Per cui il pesce resta il grande protagonista delle ricette, accompagnato da ortaggi di coltivatori locali. Da buon lombardo, Ferrarini non rinuncia a tenere almeno un risotto in carta, mentre in omaggio alla terra che lo ospita sin da quando vi arrivò nel 2003 come capo partita da Lorenzo, ha creato una particolare omelette con le arselle. Già in cucina per rodare l’attrezzatura mentre la proprietà ultima le piccole migliorie in vista dell’apertura pasquale, potremo assaggiare i suoi menù a cena, a partire da sabato 29 marzo.

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