Gioco
Dalla Versilia agli Usa: la famiglia Vietina alla conquista del mondo. Il caso del nome Madeo
Tutto inizia dalla storia (anche d’amore) di Madeo e Maitò: «Ma prima o poi torneremo anche a Forte dei Marmi»
Questa storia è un viaggio nel tempo fra sogni, ricette culinarie intrise di tradizione e un marchio custodito gelosamente fino, se necessario, alle carte bollate. Soprattutto è la storia di una famiglia versiliese, i Vietina, che oggi esporta quello stesso marchio nei vari angoli del mondo e che ha il suo incipit con Madeo Vietina. Un viaggiatore visionario, Madeo, che dopo avere girato, a inizio del 1900, per due volte intorno a mille paesi, torna in Italia, si sposa con la sua Maitò e hanno una figlia, Bianca. Una storia di amore e buoni piatti che si traducono, appunto, in mille ricette gastronomiche di cui si fa custode Alfio, il figlio di Bianca. Alfio che qualche tempo dopo, insieme al fratello Bruno, lancia l’iconico ristorante Madeo di Forte dei Marmi.
Siamo allo sfiorire degli anni Settanta: a metà della decade successiva i Vietina abbandonano la Versilia e sbarcano a Los Angeles. E qui comincia la seconda parte di una storia che vede Gianni e Nicola Vietina, supportati da babbo Alfio e mamma Elvira, dare vita a 5 ristoranti ad alto lignaggio gastronomico: Madeo e Bianca a Los Angeles, Madeo e Bianca a Riyad e Madeo a Jeddah. E in cantiere ce ne sono altri, perchè quella griffe, Madeo, funziona e fa da eco a nuovi investimenti. «Siamo in espansione: dopo gli Stati Uniti e l’Arabia abbiamo un discorso aperto per un Madeo a Dubai e ancora in Qatar, a Singapore e in Spagna. Stiamo valutando», le parole di Gianni Vietina che nei giorni scorsi, quando è venuto a sapere che in terra di Forte dei Marmi sta per inaugurare un “Madeo a Forte dei Marmi”, ha però allertato gli avvocati. «Non abbiamo alcun rapporto con questa persona o con i suoi rappresentanti. Questo uso non autorizzato del nostro nome non solo vìola i nostri diritti legali, ma mette anche a rischio l'eredità unica che ci sforziamo di difendere. Il nome Madeo è più di un semplice marchio; rappresenta il viaggio della nostra famiglia» taglia corto Vietina che in Versilia e in particolare a Forte dei Marmi, vorrebbe tornare, ma non a trovare parenti e amici, come fa regolarmente ogni anno, bensì per riaprire un’attività. «E’ un’idea che ci svolazza fra la mente da tempo: al momento non c’è nulla di concreto, ma se ne parla».
Non che Los Angeles sia una soluzione di ripiego: prendiamo il Madeo originario che per anni è stata location di tutti i party organizzati prima della serata degli Oscar. I Vietina, per linea imprenditoriale, non vogliono foto e non parlano dei personaggi che nel divenire dei decenni hanno scelto i tavoli del loro ristorante per cena: da Frank Sinatra a Dean Martin, da Sylvester Stallone a Mel Brooks. E ancora Al Pacino, Kelly LeBrok, Leonardo di Caprio e qui ci fermiamo perché l’elenco sarebbe oltremodo lungo. «Cosa differenzia il Madeo dal Bianca? Il primo è il tipico ristorante italiano, con i suoi ingredienti tradizionali e le sue proposte gastronomiche. Il Bianca ha invece una cucina più internazionale. Poi ci accomuna la preparazione dei nostri dolci, del pane, delle pietanze con i profumi della nostra Versilia, il forno a legna. Anche se quando siamo sbarcati qui negli Usa e anche in Arabia, per trovare un ingrediente – ricorda Gianni Vietina – inizialmente era veramente un’impresa. Oggi è diverso, tutto procede come deve. Diamo lavoro a circa 350 persone e il marchio Madeo, così come quello Bianca, è molto richiesto. Ecco perché non vogliamo che venga utilizzato in modo improprio. Soprattutto in Versilia dove un giorno, presto o tardi, torneremo. Perché rappresenta le radici del nostro viaggio».
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