Il Tirreno

Versilia

Il caso

A 51 anni perde la vista da un occhio: oculista sotto accusa. Dalla visita alla diagnosi choc: cosa è successo al Versilia

di Pietro Barghigiani
L’ingresso dell’ospedale Versilia dove la donna che ha perso la vista da un occhio si era recata
◗
L’ingresso dell’ospedale Versilia dove la donna che ha perso la vista da un occhio si era recata

L’avvocato della donna lesionata chiama in causa il nosocomio come responsabile civile

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. L’ospedale Versilia e l’assicurazione professionale di un’oculista imputata per lesioni colpose gravissime e omissione di atti d’ufficio sono nel procedimento penale come responsabili civili.

La citazione è stata presentata dai legali della parte civile, una paziente che lamenta la perdita della vista da un occhio per una presunta negligenza del medico, ed è stata accolta dal gup Simone Silvestri nell’udienza di ieri mattina.

All’udienza per discutere la richiesta di rinvio a giudizio era presente il sostituto procuratore generale Luigi Bocciolini. Nell’aula anche la donna, una 51enne di Viareggio, assistita dagli avvocati Francesco Paolo Arnò e Filippo Frangioni. La Procura generale vuole processare l’oculista, 45enne di Viareggio, difesa dall’avvocato Debora Ianniello, contestandole una serie di negligenze all’origine della perdita della vista della paziente.

L’episodio risale al 19 giugno 2022. Per l’accusa l’oculista, reperibile di turno, per due volte non avrebbe risposto al telefono quando era stata cercata per l’emergenza segnalata dalla paziente. La donna viene sì visitata, ma non da uno specialista: le fanno la prova della penna da seguire con lo sguardo. Quando alle 12,16 il medico risponde al collega che la informa della condizione della paziente in attesa da oltre un’ora, la risposta è che non è un’urgenza e che può tornare il giorno dopo. Scelta che per l’accusa significa non aver formulato «diagnosi sicura e tempestiva di occlusione dell’arteria centrale retinica che avrebbe consentito di mettere in atto provvedimenti terapeutici disponibili nei tempi corretti ovvero entro 4 ore dall’insorgenza dei sintomi al fine di assicurare la paziente il massimo delle cure utili secondo le evidenze clinico-scientifiche dalle quali risultava che un trattamento entro tale termine le avrebbe determinato una minore intensità lesiva dell’evento».

La 51enne viareggina, consigliata da un’amica, va a Cisanello e riceve la diagnosi con cui dovrà fare i conti per tutta la vita: cecità assoluta dall’occhio destro. Il resto sono la querela e ora la richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’oculista.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera