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Viareggio, due tredicenni finiscono ubriache al Pronto soccorso. Il primario: «Sempre più accessi nei giorni del Carnevale»
Il fenomeno dei bottiglioni in via Barellai, sul retro della Passeggiata
VIAREGGIO. Lei corre con tutta la forza dei suoi 13 anni, decisa a non farsi prendere nella serata di Carnevale. No, la ragazzina non è in pericolo. Anzi. Chi le corre dietro sono i soccorritori della Croce Rossa che si sono resi conto di quanto è ubriaca e vorrebbero aiutarla. Per raggiungerla e conviverla a farsi soccorre, però, prima la devono rincorrere. «Nel nostro impegno per tutti gli eventi del Carnevale», sono le parole di Gianluca Molco, presidente della Fondazione Carnevale, «abbiamo riscontrato un’età sempre più bassa nelle persone ubriache. Il problema non è solo dei ragazzi che bevono. Il problema è chi glielo vende. Anche dentro il circuito c'è chi lo vende alcol ai minori e non credo di andare troppo lontano nel dirlo».
Alla tredicenne soccorso dal personale Croce Rossa è andata bene. A due sue coetanee – entrambe sotto i 14 anni – è andata peggio: la serata di sballo e coriandoli è terminata in Pronto soccorso. Ad aumentare il numero degli intossicati, la metà dei quali proprio da alcol. Come indicano i dati forniti da Giuseppe Pepe, direttore del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia che ancora una volta ha retto l’ “onda” del Carnevale con 313 accessi nella giornata di domenica. «In 18 giorni abbiamo registrato 27 intossicati, dei quali la metà da alcol. Tre hanno avuto necessità di ricovero, uno è stato trasferito, 4 sono stati trattenuti in osservazione breve. In totale si tratta di 21 uomini e 6 donne». Il picco dei trasferimenti in Pronto soccorso in ambulanza è stato di notte, tra le 23 e le 4 del mattino, quando le feste del Carnevale terminano. «Ma questi sono solo quelli che abbiamo visto come Pronto soccorso», sottolinea il medico».
Fortunatamente, nessuna delle due ragazzine ha avuto necessità di essere ricoverata: dopo il passaggio in Pronto soccorso sono state riconsegnate alle famiglie.
E sono proprio le famiglie dei giovanissimi alle prese – con le prime uscite dei figli ai Corsi mascherati – con il fenomeno dei bottiglioni: apparentemente limonata o aranciata, ma all’interno l’alcol di tutti i tipi abbonda. I giovanissimi si rifugiano in via Barellai (il retro della Passeggiata) mentre i carri sfilano e vivono una giornata parallela, fatta di alcol, canne, primi amori e risse. Il “tappeto” di bottiglioni post sfilata ne è la riprova.
Vent’anni fa Viareggio ha provato a ridurre il fenomeno serate a tutto alcol negli eventi, Carnevale compreso. L’esperienza del Comitato Non la bevo (che vedeva insieme Asl, Comune di Viareggio, Croce Verde di Viareggio, Associazione europea familiari e vittime della strada, Unicoop Tirreno) aveva portato i varchi all’ingresso delle feste rionali con sequestro di molte bottiglie ad alto tasso alcolico. È vero che l’alcol è in vendita nel circuito del carnevale così come in quelli del Rioni, ma è altrettanto vero che spesso i più giovani non hanno tale capacità di spesa.
Di quel progetto erano anima, volto e professionalità Guido Intaschi, responsabile Serd Viareggio, ed Emanuele Palagi, psicologo e psicoterapeuta. I quali, sulla base di quell’esperienza, hanno scritto la pubblicazione “Alcol cioè. Breve Guida per tutti”. Nella quale scrivono: «Siamo convinti che il problema dello sballo dei giovani abbia spesso le radici nelle modalità con cui gli adulti offrono le bevande alcoliche. Al consumo spesso smodato di alcol da parte dei giovani, infatti, contribuiscono non solo le caratteristiche di una personalità in evoluzione ma anche il tipo di offerta che il mondo del divertimento propone». A questo si aggiungono «il modello familiare che i ragazzi hanno osservato fin da piccoli l’immagine che i media e le pubblicità rimandano e la percezione della pericolosità che alcuni comportamenti possono avere».
Palagi e Intaschi ricordano: «In questi e molti altri fattori tutti abbiamo un ruolo. Ed è importante che tutti gli insegnanti, i, genitori, gli amici abbiano più consapevolezza e corrette informazioni».
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