Il Tirreno

Versilia

La polemica

Carnevale, il caso Fappani chiuso. I colleghi: «È una scelta sua, da rispettare»

di Simone Pierotti
Un’immagine dei Corsi mascherati 2024 (foto Paglianti)
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Un’immagine dei Corsi mascherati 2024 (foto Paglianti)

Commercianti della Passeggiata favorevoli alle sfilate di Carnevale: «Ma non a tutte le attività conviene restare aperte quando c’è il corso»

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VIAREGGIO. Un cartello indica che il bar è chiuso e la desolazione del bancone vuoto, dell’assenza di clienti all’interno stride con il chiasso dei carri che passano proprio lì davanti e con la folla in festa. È una cartolina che Viareggio si porta dietro da almeno tre anni, quella della chiusura del bar Fappani in piazza Mazzini, proprio in occasione dei corsi mascherati. Una decisione che ai più appare assurda, per un’attività di ristorazione che si affaccia proprio sul punto nevralgico delle sfilate di Carnevale. «Io non mi sento né di difenderlo né di condannarlo», afferma Roberto Vannozzi della famiglia che da cento anni gestisce il bar Galliano in piazza Maria Luisa: «Semmai non condivido la sua scelta, ma la rispetto». La questione, secondo Vannozzi, è complessa: «Non me la sento di fare i conti in tasca a Fappani, anche perché non sarebbe corretto. Se poi ci sono motivazioni politiche», e il riferimento è alle polemiche tra la proprietà di Fappani e la Fondazione Carnevale quando, nel 2021, le sfilate furono spostate a settembre e ottobre a causa della pandemia, «non lo so. Così come non so cosa voglia dire gestire un’attività del genere dentro il circuito e in quel punto». Galliano, infatti, si trova al di fuori del tratto di viali a mare su cui sfilano i carri: «E siamo in un punto fortunato, perché intercettiamo chi entra dagli ingressi a Nord e tutti i bus che portano i turisti si fermano davanti a noi. Rispetto ad altre domeniche d’inverno normali arriva molta più gente, ma l’importo dello scontrino medio è più basso: durante i giorni di Carnevale la capacità di spesa è più bassa». Detto questo, «siamo felicissimi che ci siano i corsi mascherati, tant’è che quest’anno siamo pure fra gli sponsor del FantaCarnevale: non solo ci piace, ma ne capiamo anche l’importanza per l’economia di Viareggio».

Anche Piero Bertolani, rappresentante di Confcommercio e titolare di negozi di abbigliamento sportivo in Passeggiata, riconosce l’importanza del Carnevale: «Sì, è vero, in passato sono stato battagliero ma solo quando ci furono le sfilate a settembre», ricorda: «Anzi, devo dire che con la presidente della Fondazione Carnevale Marialina Marcucci ci siamo incontrati e chiariti più volte: per come sta gestendo e promuovendo il Carnevale merita solo applausi». Bertolani ha deciso di chiudere i suoi negozi solamente durante le tre ore di sfilata per motivi di sicurezza, per poi riaprire una volta scoppiati i tre colpi di cannone: «Sono sempre state interpretate male le mie parole. Io sono favorevole al Carnevale: dico solo che i giorni delle sfilate i bar e ristoranti incassano tanto, negozi di abbigliamento e calzature lavorano meno, è un dato di fatto». E allora perché Fappani rimane chiuso? «Rispetto la sua scelta. Ma non credo che lo faccia per dispetto a qualcuno, non è il suo caso».

Alessandro Fontana, presidente del Centro commerciale naturale della Passeggiata e titolare del negozio Versilia E-bike vicino a piazza Mazzini, rimane invece sempre aperto, mentre la maggior parte delle attività dei viali a mare chiude quando iniziano i corsi mascherati: «Avevo chiesto alla presidente Marcucci di far rimborsare il biglietto a chi entrava dentro il circuito per venire da me per poi uscire di nuovo – racconta Fontana – mi è stato detto che non è possibile: mi sembra strano con tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione oggi». Fontana sposta poi la questione su un altro punto: “In realtà anche bar e ristoranti vengono penalizzati, alcuni si ritrovano proprio davanti truck e stand di ambulanti. Detto questo, io e Bertolani abbiamo sempre fatto di tutto per migliorare i rapporti con la Fondazione Carnevale fino a organizzare iniziative assieme come lo “Sbaracco di Burlamacco’” per portare clienti nei negozi e al Carnevale».

Silvia Bini, titolare dell’omonimo negozio di abbigliamento di lusso, non apre nemmeno nelle ore che precedono o seguono le sfilate: «Il Carnevale ha una tipologia di clienti incompatibile con la nostra attività», dichiara. Aggiungendo: «Non ho nulla contro le sfilate, anzi: magari può portare disagi a me, ma fa parte della città, riempie bar, ristoranti e alberghi ed è bene che l’economia giri. E l’arte dei carristi, lo scriva pure, è irripetibile. Sono semmai dell’idea che il Carnevale dovrebbe svolgersi nelle date canoniche, quindi ben venga che il prossimo anno l’ultimo corso cada di Martedì Grasso. Ma non datemi della bigotta, non lo sono. E poi può essere ancora potenziato, anche se Marcucci è una brava imprenditrice che sta garantendo una gestione migliore rispetto a quelle a cui eravamo abituati in passato». Bini ricorda anche le tre spaccate che il suo negozio ha subito la scorsa estate: «Rimanere chiusa due domeniche e due sabati non è un problema: chi ci amministra deve tutelarci e garantire sicurezza e sorveglianza, anche per attirare nuovi investitori a Viareggio».


 

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