Il Tirreno

Versilia

Il caso

Porto di Viareggio, fondale a 4 metri. Ma il canale è ancora stretto

di Donatella Francesconi
La draga guasta
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La draga guasta

Alessandro Rosselli: «Da lunedì la draga lavorerà ad allargare l’imboccatura»

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VIAREGGIO. È di mercoledì la nuova ordinanza della Capitaneria di porto di Viareggio, guidata dalla comandante Silvia Brini, che indica le profondità del canale di uscita/ingresso in porto e le manovre da effettuare. Tutte le unità navali in ingresso/uscita dal porto di Viareggio, «in ragione del proprio pescaggio e delle batimetrie rappresentate nella planimetria», allegata all’ordinanza, sono tenute a: «Porre in essere la dovuta perizia e diligenza marinaresca nell’effettuazione della navigazione in relazione alla variabilità dei fondali del porto; osservare le prescrizioni precauzionali del Portolano P2 riferite alla pericolosità dell’ingresso/uscita dal porto di Viareggio; procedere alla minima velocità di governo, prestando la massima attenzione; contattare preventivamente la Sala operativa della Capitaneria di Viareggio e riferire ogni eventuale problematica verificatasi o riscontrata durante la navigazione in ingresso/uscita».

Evento straordinario

Prescrizioni che si rendono necessarie per la condizione di insabbiamento straordinaria creata dalle mareggiate tra fine ottobre e gennaio. Quindi, non la solita barra sabbiosa che crea difficoltà alla navigazione e sulla quale l’Autorità portuale regionale interviene ogni anno con un escavo ordinario, ma un «evento eccezionale molto, molto anomalo», spiega il commissario della Authority, Alessandro Rosselli. Tanto anomalo da aver «sviluppato una energia molto superiore a quella sviluppata solitamente lungo questa costa». Con il risultato che è stata spostata «un quantitativo quasi doppio di sabbia». All’interno di uno scenario, scritto nella storia della città, per cui «il porto di Viareggio è un porto che si insabbia per natura».

La Capitaneria

Dopo il lavoro della draga – che mercoledì ha avuto un guasto importante, avendo impattato contro il relitto di fondazione della vecchia diga foranea – «si è creato un fondale di quattro metri e mezzo-cinque», spiega la comandante Brini, «per una larghezza di 30 metri. Un canale che è oggetto di controlli costanti da parte della Capitaneria. Se il fondale mostrerà cambiamenti modificheremo l’ordinanza. Con le ultime disposizioni i pescatori sono in grado di entrare/uscire. Ma ognuno deve valutare il mezzo che ha, il pescaggio e le abilità a bordo».

I pescatori

Alessandra Malfatti, presidente della Cittadella della pesca, è netta: «Siamo usciti perché è bonaccia. E con le dovute cautele riusciamo a percorrere il canale. Ma siamo in inverno, e la bonaccia è rara. Siamo capaci di uscire con onde sino a un metro e mezzo, ma con questo canale con 50 centimetri di onda siamo costretti a restare a terra.

E poi, non siamo in montagna che facciamo i tornanti. Siamo in mare e l’ uscita dovrebbe essere una linea retta: non una gincana».

L’Autorità portuale

Ieri mattina, il personale della Autorità portuale regionale ha percorso il canale tra fanale rosso e fanale verde a bordo di un peschereccio, seguendo le coordinate fornite alla Capitaneria dopo la riunione del tavolo tecnico della scorsa settimana. Riunione nel corso della quale, spiega Rosselli, «come Autorità portuale abbiamo fornito le coordinate alla Capitaneria che le ha inserite nell’ordinanza». Il peschereccio con a bordo pescatori e personale della Authority, continua Rosselli, «ha avuto la possibilità di costatare che il canale c’è, con una profondità irregolare tra i 4 e i 5 metri. Una irregolarità che è naturale».

I pescatori, sottolinea Rosselli, «hanno comunque manifestato la loro difficoltà ad affrontare il mare in queste condizioni quando escono di notte con il mare formato». Ed è questa la vera differenza – i pescatori lo vanno ripetendo da settimane – tra le necessità della marineria viareggina e quelle della nautica. Con gli yacht che lasciano il porto o vi arrivano in condizioni di mare calmo e spesso guidati dai piloti del porto. «È chiaro che i pescatori sono la parte debole di questa situazione», non nega il commissario della Autorità portuale: «Ma stiamo facendo di tutto per fare sì che riprendano il mare». Lunedì la draga tornerà in mare, condizioni meteo permettendo: «E lavorerà per allargare il canale».

La Cna

Anche Cna ha voluto confrontarsi con i pescatori, come rendono noto il presidente Andrea Giannecchini e il direttore, Stephano Tesi, che hanno incontrato la presidente della Cittadella della Pesca. Cna esprime «sincera vicinanza e piena solidarietà alla categoria dei pescatori e si unisce alla richiesta diretta alla Regione di trovare una soluzione per quando riguarda aiuti economici per la categoria che di fatto ha lavorato pochissimo, da novembre a oggi, per i problemi di agibilità e sicurezza del porto». Giannecchini e Tesi ribadiscono «l’indiscussa necessità di una Autorità portuale regionale, per una garanzia di autonomia e massima imparzialità rispetto al rischio di condizionamenti locali e per la gestione diretta delle significative risorse economiche legate al funzionamento della stessa ed ai servizi che deve erogare». Ma, nel caso dell’insabbiamento straordinario che si è creato, aggiungono: «Dato il ripetersi sempre più frequente di eventi metereologici imprevisti riteniamo sia necessario lo stanziamento di maggiori risorse sull'escavo e in generale sulla manutenzione ordinaria del porto in attesa del completamento del sabbiodotto. Così come è necessario potenziare la struttura dell’ente sia in termini di personale che di competenze interne».


 

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