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Il dramma

Viareggio, schianto sui binari: così il macchinista ha evitato la tragedia

di Donatella Francesconi
Lo scontro tra le due macchine e più a sinistra mentre vengono portate via
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Lo scontro tra le due macchine e più a sinistra mentre vengono portate via

Il leader storico dei ferrovieri: «Fosse stata notte sarebbe andata molto peggio»

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VIAREGGIO. Se la tragedia è stata evitata, ieri mattina sui binari del passaggio a livello di via Aurelia Sud, al Varignano, lo si deve al macchinista del treno regionale diretto a Lucca, che è riuscito a fermare il treno un attimo prima di finire sul groviglio di lamiere creato dalle auto che si sono scontrate, frontalmente, in mezzo ai binari. Lo conferma Trenitalia e lo sottolinea Dante De Angelis, storico leader dei macchinisti italiani, oggi in pensione dopo una infinità di battaglie. «Se la stessa cosa fosse accaduta di notte», sono le parole di De Angelis, «sarebbe stato impossibile vedere i due mezzi sui binari. In quel passaggio a livello, solo quando le sbarre sono chiuse diventa verde il secondo semaforo dopo quello della partenza da Viareggio».

Ma in mezzo alle sbarre si sono scontrate le auto. In un tratto di linea dove i treni che la percorrono possono viaggiare fino a una velocità massima di 120 chilometri l’ora. Non è difficile immagina cosa ne sarebbe stato, di notte, delle due auto e di chi era all’interno. Senza dimenticare i rischi che lo stesso macchinisti e i passeggeri del treno avrebbero potuto correre.

La mente va al 28 novembre scorso, quando al passaggio a livello di Thurio (Catanzaro) in uno scontro tra un camion e un treno sono morti il camionista e la capotreno. Il 14 dicembre una delegazione di rappresentanti dei sindacati di base Trasporti Cub, Sindacato generale di base, Unione sindacale di base – insieme ad un gruppo di ferrovieri – è stata ricevuta e ascoltata dai parlamentari delle Commissioni Lavoro e Indagini sugli incidenti di lavoro del Senato. «La delegazione», si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro, «ha illustrato il grave rischio infortunistico per l'esercizio ferroviario, per i lavoratori e per la popolazione, comportato dall'attuale sistema di disciplina delle intersezioni tra strada e ferrovia. In un'ottica preventiva si è sottolineato l’inadeguato programma di rimozione dei passaggi a livello, dilazionato nei prossimi decenni, che lascia inalterata la situazione di pericolo per la lunga coda di tutti quelli in attesa dei lavori. Abbiamo rappresentato l’urgente necessità di applicare misure mitigative immediate oggi consentite da dispositivi tecnologici di costo relativamente contenuto, come i rilevatori di ingombro – già sperimentati in esercizio – e i sistemi per l’arresto del treno che sia già transitato oltre il segnale che protegge il passaggio a livello stesso».

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