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Giustizia

Viareggio, rapina milionaria a Charles Leclerc: maxi-condanna per tre banditi, i nomi

di Luca Tronchetti
Charles Leclerc fotografato a Viareggio assieme a un fan
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Charles Leclerc fotografato a Viareggio assieme a un fan

Dieci anni di pena per due dei quattro presunti autori, sei anni per il “palo”

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VIAREGGIO. Le indagini della procura di Lucca e l’attività delle forze di polizia sulla banda dei Quartieri Spagnoli in trasferta sulle spiagge della Versilia per rapinare imprenditori e vip - come il francese Charles Leclerc, pilota della Ferrari – di Rolex dal valore milionario, portano a condanne per oltre 25 anni complessivi con tre dei quattro indagati che ottengono lo sconto di un terzo della piana usufruendo del rito abbreviato.

Davanti al gup Alessandro Dal Torrione sono comparsi, alcuni in presenza e altri in remoto, tre dei quattro campani finiti in manette in seguito alle indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Viareggio con il supporto dei militari del comando di Caserta, Napoli e Milano. Si tratta di Francesco Pinto, 20 anni, originario di Mondragone (Caserta) e residente a Giugliano (Napoli) oggi detenuto, ritenuto uno degli autori materiali della rapina all’asso di Formula Uno; Luciano Allinoro, 40 anni, di Napoli (già detenuto per altra causa nel carcere milanese di Opera), già noto agli inquirenti per rapine di orologi di lusso nel 2015 messi a segno sulla riviere del Levante ligure e Annamaria Nocerino, 30 anni, di Ponticelli, periferia di Napoli, figlia di uno storico affiliato al clan Sarno.

I tre hanno fatto parziali ammissioni rendendo dichiarazioni spontanee davanti al giudice e i loro legali hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Pinto e Allinoro sono stati condannati a 10 anni e 8 mesi di reclusione mentre Annamaria Nocerino, che si trova agli arresti domiciliari e nelle rapine avrebbe avuto il compito di fungere da palo agevolando la fuga, è stata condannata a sei anni e cinque mesi di reclusione. La posizione di uno dei quattro presunti autori della rapina - Davide Stefanoni, 30 anni, residente a Napoli - è stata stralciata. Ha scelto la via del processo ordinario ed è stato rinviato a giudizio con la prima udienza che si celebrerà all’inizio del 2024.

L’indagine

La rapina a Charles Leclerc avvenne la sera del 18 aprile 2022, giorno di Pasquetta, a Viareggio quando due giovani (per l’accusa Pinto e Stefanoni) con la scusa di farsi un selfie con il pilota della Ferrari, gli sfilarono il Rolex, un esemplare unico Richard Mille RM 67-02 del valore fra 300 e 400mila euro, ma personalizzato con l’effigie di Montecarlo tanto da arrivare, per l’interesse dei collezionisti, a circa due milioni di euro.

Una volta compiuta la rapina la coppia fuggì a bordo di uno scooter. Già in precedenza, per rapine di Rolex riuscite e tentate in Versilia, si era sviluppata l’attività investigativa mediante l’acquisizione di numerosissime immagini di videosorveglianza – sia pubblica che privata – e l’escussione di vari testimoni con contestuali individuazioni fotografiche che aveva consentito di ipotizzare la riconducibilità della condotta – oltre ai due autori materiali della rapina, Stefanoni e Pinto, che utilizzavano uno scooter intestato a un prestanome – anche da altri due soggetti che avevano concorso nel reato: Allinoro e Nocerino, che viaggiavano su un Suv noleggiato in un autonoleggio di Napoli, con la giovane donna che fungeva da palo. Nei loro confronti a maggio il giudice delle indagini preliminari,il Simone Silvestri, su richiesta del pubblico ministero Alberto dello Iacono, furono emessi quattro misure restrittive dalla libertà personale.

Le altre rapine

Nella stessa sera in cui venne rapinato Leclerc a Viareggio una giovane coppia, residente a Lucca, mentre transitava a piedi per le vie del centro storico di Forte dei Marmi, sarebbe stata aggredita da Pinto, il quale con violenza e percosse avrebbe cercato di strappare dal polso del ragazzo un orologio del valore di 40mila euro, senza riuscire nell’intento. Intanto, stando alla ricostruzione dell’accusa, Stefanoni faceva da palo.

Allinoro e Pinto avrebbero già “lavorato” insieme nell’agosto del 2021. I due rispondono anche di un’altra rapina. Mancavano quindici minuti all’una del 2 agosto e nel mirino finì un manager d’azienda di origini francesi, in vacanza in Italia.

Pinto, stando all’accusa formulata dalla procura, chiese al manager, in inglese, di consegnarli l’orologio e al diniego della vittima scende dallo scooter guidato da Allinoro, afferrando con forza il turista ed, estratta una pistola, con il calcio dell’arma lo colpì alla testa sparando un colpo a salve mentre il complice gli sfilò dal braccio un orologio Pathek Philippe da 80mila euro.




 

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