Pietrasanta, il sogno americano di Gianluca Tolla: «Io chef e docente nell’Alabama»
Da Pietrasanta a Montgomery, città amica. Lavorerà e farà anche educazione alimentare
PIETRASANTA. Il sogno americano di Gianluca Tolla, chef di riconosciuto talento già alla corte di Antonino Cannavacciuolo e in tempi più recenti del Maitò, oggi è realtà. Il 41enne romano, ma pietrasantino di adozione, è infatti stato ingaggiato dal ristorante il “Ravello” di Montgomery – uno dei locali più in vista e più noti dell’Alabama sia pure di recente apertura – come executive chef.
In sostanza Tolla è volato dalla Versilia fino appunto in Alabama per guidare una brigata di colleghi chiamati ogni sera a deliziare, con tipiche pietanze italiane, il palato della clientela made in Usa. Con una postilla ancora più significativa: alla cucina del “Ravello”, Tolla abbinerà, dal mese di dicembre, anche una cattedra universitaria dove sarà docente di master class con annesse materie di una sana alimentazione. Progetto, sempre di educazione alimentare, che poi verrà esteso, in particolare giornate, anche ai bambini del posto.
Il fatto curioso è che Gianluca Tolla, nel breve volgere di poche settimane, a Montgomery e dintorni, per il suo ruolo, è diventato una sorta di piccola star: interviste, pagine sui giornali, incontri pubblici, televisioni. «Qualcosa di sorprendente e inaspettato: ovviamente sono felice. Ho deciso di accettare questa proposta perché la ritengo un’importante esperienza professionale e di vita. E per accettarla sto facendo molti sacrifici – spiega – visto che ho lasciato la mia famiglia a Pietrasanta. Verranno a trovarmi a Natale e sarà una grande festa. Nel frattempo cerco di ripagare la fiducia dei proprietari del Ravello, Jud Bella e Eric Rivera, quest’ultimo anche lui executive chef. Il progetto è nato 4 anni fa nel contesto del patto di amicizia e di scambi culturali e enogastronomici fra Montgomery e Pietrasanta – prosegue Tolla – portato avanti dal Comune e promosso a suo tempo dall’ex sindaco Massimo Mallegni. In quell’occasione, 4 anni fa appunto, ci furono dei contatti con Jud e Eric che sono proprietari di una catena di ristoranti. Poi il Covid e altre situazioni mi hanno costretto a rivedere i piani: quando alla fine dell’estate mi è stata riformulata la proposta ho detto si: svolgerò il mio ruolo di executive chef fino a marzo, poi tornerò in Italia, anche perché qui a Montgomery la stagione lavorativa è agli antipodi della nostra: si concentra – spiega Tolla – nel periodo invernale. Ma lamia intenzione è rinnovare l’impegno con il “Ravello” e con l’Università, tornare quindi dopo la prossima estate negli Usa fino ad ottenere la green card. Com’è Montgomery? Una città interessante con tanti istituti governativi e dove c’è traccia di Pietrasanta un po’ ovunque: in realtà in questo periodo più che sulla città rivolgo le mie attenzioni sull’organizzazione della cucina, sui menù e sulle materie di insegnamento nella master class all’Auburn University. Porterò, con me, tutte le esperienze fatte negli anni nei migliori ristoranti di Londra, poi Francia, Spagna, i lavori in Italia con Cannavacciuolo e Bartolini, il periodo alla “Betty” in piazza Duomo a Pietrasanta e poi come executive chef al Maitò. Oggi, investo su me stesso: in Alabama il mercato non è saturo e per un certo verso è vergine per quanto riguarda l’arte culinaria italiana. Il sogno americano va però oltre la cucina, ed è quello che si sta concretizzando con l’insegnamento nell’università».
Per un ruolo di grande fascino e grande presa sulla comunità: quello di ambasciatore in terra americana della cucina italiana made in Versilia.
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