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Il giovane regista

Pietrasanta, il sogno di Diego Bonuccelli: «Il mio film sull’eccidio di Sant’Anna»

di Manuela Orsini Merani
Pietrasanta, il sogno di Diego Bonuccelli: «Il mio film sull’eccidio di Sant’Anna»

Il giovane registra pietrasantino cerca un produttore per il progetto

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PIETRASANTA. «Se trovo un produttore che mi aiuta, vorrei girare un film ambientato a Sant'Anna di Stazzema». Così il giovane regista versiliese Diego Bonuccelli parla dei prossimi progetti, mentre è arrivato nelle sale – stasera alle 21 sarà proiettato al Cinema Borsalino di Camaiore – il suo quarto film, il giallo poliziesco “Versilia Experience”. Malgrado l’età – non ha ancora compiuto trent’anni – da dieci Bonuccelli ha intrapreso la difficile carriera del regista. Il film su Sant’Anna di Stazzema in realtà per lui non sarebbe il primo: sull’eccidio del 1944 ha già realizzato un cortometraggio dal titolo “XII844”.

«Mio nonno all'epoca fu deportato in Germania e tornò a casa dopo mesi» dice ricordando il dramma dei rastrellamenti nazisti conosciuto anche attraverso i racconti dalla nonna. Una tragedia che appunto il giovane regista vorrebbe adesso rievocare, sempre che riesca a convincere un produttore a finanziarlo, in un lungometraggio.

Questo per quanto riguarda i progetti. Venendo al presente, come detto, stasera Bonuccelli presenterà “Versilia Experience” al cinema di Camaiore. Film che ha richiesto due anni di lavoro e fatica, con poche risorse a disposizione, e nel quale avrebbe voluto che partecipasse anche Giorgio Panariello – con cui ha già collaborato in passato – ma non è stato possibile. Nel cast compare comunque un altro nome importante, quello dell’attore e regista teatrale Andrea Buscemi.

«A vederlo sembra che questo film abbia potuto contare su un grande budget – commenta il regista pietrasantino – ma non è così. Io mi sono impegnato molto in prima linea, pensando alle scene, alle luci, al montaggio. Insomma pochi soldi ma tanta passione e l’aiuto prezioso di mio padre per quanto riguarda la parte organizzativa».

Nel cast, come detto, anche Andrea Buscemi. «La mia – spiega l’attore – è una piccola parte che ho accettato volentieri di interpretare perché credo nel talento di Diego: in attesa di transitare in situazioni più protette dal punto di vista professionale e finanziario, è giusto che venga seguito e sostenuto. È toscano come me: io sono pisano, ma ormai vivo a Viareggio. Abbiamo la comune l’amicizia con Giorgio Panariello, quando con Giorgio ho parlato del film di Diego lui, che ci ha già lavorato assieme, mi ha detto che è un regista molto bravo e che facevo bene a partecipare al film aspettandomi come ricompensa solo la soddisfazione di poter aiutare un giovane in gamba».

La Versilia ritratta in questo ultimo film è un po’ diversa dall’immagine turistica che l’accompagna. «La Versilia – afferma Bonuccelli – è stata teatro fino agli anni 80 e inizio anni 90 di scontri criminali mafiosi, il mio è un film che vuole discostarsi dal filone delle solite commedie. Vorrei in futuro approfondire e raccontare altre storie di questo tipo. Penso al caso di Ermanno Lavorini: questo è un territorio che attira tante vicende particolari sulle quali sarebbe interessante creare film».

Come ricorda lui stesso, Bonuccelli finora ha realizzato un po' di tutto, dai cortometraggi ai documentari («mi manca giusto un porno» scherza), ma fare il regista in Italia è difficile. «Io odio i compromessi, non fanno parte della mia vita, in Italia c'è questo orientamento a produrre prevalentemente commedie realizzate da gente incompetente che è cresciuta con le commedie. Se potessi – sottolinea – andrei a girare un film anche a Parigi».

Se gli si chiede perché ha scelto questa professione, lui risponde così: «A quattro anni mio padre mi ha fatto conoscere il mondo del cinema. Crescendo guardavo con ammirazione registi del calibro di Quentin Tarantino, a cui mi ispiro nei miei thriller, ma anche Martin Scorsese o Michael Mann. I film d'azione con i gangster sono sempre stati i miei preferiti».

Tutti i film che ha realizzato finora, spiega, li considera passaggi di una continua evoluzione per raggiungere un «livello di perfezione al 90%». «Ho guardato “Versilia Experience” pensando di essere uno spettatore e funzionava, scorreva non aveva intoppi» commenta soddisfatto. Il cast è corale, si sviluppa con un intreccio di storie che il regista ha voluto uniformare con un particolare dress code: sia i buoni che i cattivi sono vestiti di scuro e con giacche di pelle.

In questo poliziesco carico di suspence recitano attori professionisti e non, con tanto di volti conosciuti della Versilia. Come nel cameo con l'imprenditore Riccardo Corredi, dove il regista ha preso spunto dai film americani dove viene inserito in questo modo Donald Trump.

Insomma fantasia, passione e originalità, per un regista che guarda al futuro senza smettere di sognare. «Quello che vorrei – conclude – è riuscire a restare fedele alla mia idea del cinema: fare sognare, senza piegarsi come professionista a dei cliché».

Dopo la tappa di stasera a Camaiore, “Versilia Experience” sarà proiettato il 23 ottobre a Seravezza. Il passo successivo sarebbe portare il film sugli schermi attraverso Amazon Prime.

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