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Olio e vino, a Massarosa crolli fino al 50% a causa del cambiamento climatico
Sos delle imprese agricole: «Produzione molto danneggiata»
MASSAROSA. Tra il 20 e il 50 per cento in meno. Sono le previsioni del calo della produzione rispettivamente di vino e olio per questo 2023, un anno caratterizzato da grandi ondata di caldo e siccità e da eventi piovosi estremi come gelate, frequenti grandinate, trombe d’aria e piogge intense.
A lanciare l’allarme è la Coldiretti e tutto il settore agricolo. L’estate ormai sta volgendo al termine «ma è stata una delle più difficili per noi agricoltori – afferma Ido Mariani, proprietario della Tenuta Mariani a Massarosa – soprattutto per chi fa agricoltura biologica e non utilizza fertilizzanti chimici». Le piogge violente «hanno portato anche delle malattie nei vigneti e hanno fatto in modo che la produzione avesse una diminuzione intorno al 30 per cento rispetto all’anno scorso». Riguardo invece agli oliveti «il caldo con la pioggia ha fatto arrivare la mosca che danneggia le olive. Si annuncia purtroppo, anche quest’anno, una grossa diminuzione. Un calo del 50 per cento circa». I piccoli-medi produttori sono «davvero in grande difficoltà – continua Mariani – ma il problema più importante è che non esiste una strategia, né a livello regionale né a quello nazionale. Ognuno è abbandonato a sé stesso».
I problemi quest’anno «si sono manifestati in tutte le forme – dichiara Andrea Elmi di Coldiretti Lucca – a cominciare dalle eccessive piogge di maggio-giugno, che hanno comportato problemi di vario tipo, ad esempio nella frutta o con la diffusione di malattie fungine, favorite poi anche dalle ondate di caldo anomalo che si sono verificate dopo. Paradossalmente il calo netto delle temperature di inizio agosto è stato un bene». Il caldo prolungato «ha reso più costoso lavorare perché ai trattamenti per le malattie si sono aggiunti anche i costi per le irrigazioni e quelli per le nebulizzazioni delle stalle per far star meglio gli animali». E per l’olio? Secondo Elmi in Versilia ci sarà un calo che oscillerà tra il 10 e il 50 per cento, in base alle zona. Criticità versiliesi che sono uno specchio, anche nelle percentuali, della situazione regionale. I cali nella produzione sono netti secondo le stime di Coldiretti Toscana: pere (-70%), mele (-30%), susine (-30%), meloni (-50%), frumento (-10%), pomodoro (-10%) ma anche delle varietà primaverili di miele (90%), latte (-15%) e uova (-10%).
Per salvare le produzioni dal grande caldo di queste settimane le imprese agricole «stanno ricorrendo – sottolinea Coldiretti Toscana – all’irrigazione di soccorso con un ulteriore aggravio per le imprese a causa dei costi dell’elettricità e del gasolio. Per difendere le produzioni ed il benessere degli animali agricoltori ed allevatori hanno messo in campo tutto il repertorio di esperienza e tecnologia oggi a disposizione come ventilatori e nebulizzatori accesi senza sosta per rinfrescare le stalle, la raccolta anticipata e gli ombreggianti per riparare i frutti dai raggi del sole. Pratiche agronomiche di “salvataggio” e tecnologie che hanno fatto lievitare i costi delle imprese agricole sempre più strette nella morsa dei rincari e delle speculazioni». Infine la floricoltura. Anche qui tante difficoltà. «Per i fiori coltivati nelle serre - conclude Elmi - purtroppo qualche malattia in più si è vista. Per esempio sul tulipano spesso si è dovuto tagliare il fiore presente. Anche lì quindi ci sono stati costi in più e delle perdite dei prodotti».
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