Pietrasanta, la cagnolina Lilly muore avvelenata. Il padrone: «Ero stato minacciato»
Esposto alla guardie zoofile: faremo il possibile per risalire ai responsabili
PIETRASANTA. È stato un boccone avvelenato, scaraventato da una mano ignota e vigliacca in un giardino, ad uccidere Lilly, una cagnolina con una sfrenata voglia di giocare, di vivere, di farsi “torturare” di carezze dai suoi proprietari. Lilly, un jack russel di quattro anni, è morta nel dolore: inutile ogni tentativo di salvarla come racconta Vitaliano Venturini che nel segnalare l’episodio alle guardie zoofile per le verifiche del caso, evoca scenari legati a una ritorsione di cui a farne le spese sarebbe stata proprio Lilly.
«La cagnolina ha iniziato a dare segni di malessere mostrando inappetenza e difficoltà a muoversi qualche giorno fa. L’abbiamo così portata alla clinica veterinaria in località Portone, dove è rimasta due giorni e dove ha ricevuto molte cure senza però dare segni di miglioramento. L’ipotesi dei veterinari è che Lilly abbia ingerito sostanze tossiche tali da provocare gravi danni renali. Visto che non c’era più niente da fare – le parole di Venturini – hanno consigliato di praticare l’eutanasia. Ho così portato Lilly nella sua casa, dove è poi morta. Il dolore è grande, perché non te fai ragione. Così come è grande l’amarezza e la rabbia». Con Venturini che non si fa problemi a evidenziare un episodio avvenuto nei giorni precedenti l’avvelenamento. «In diverse occasioni abbiamo avuto lamentele da parte di persone che non sopportavano la presenza dei nostri cani – abbiamo anche uno yorkshire che fortunatamente sta bene – perché, a loro parere, abbaiavano troppo. Queste stesse persone ci hanno insultato per poi spingersi, un paio di settimane fa, fino a minacciare di una brutta fine i nostri cani se non avessero smesso di abbaiare. E abbiamo testimoni di queste minacce. Dopo pochi giorni Lilly è deceduta. Non abbiamo prove, ovviamente, che siano stati loro, ma i dubbi ci sono. Seguiremo le indicazioni di chi di dovere per accertare le responsabilità. Nessuno potrà restituirci la nostra Lilly, ma faremo il possibile per risalire a chi l’ha uccisa con tanta crudeltà e lucida cattiveria. E per evitare che gesta simili possano accadere di nuovo».
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