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Forte dei Marmi, il sindaco Murzi al Financial Times: «Ma quale colonia russa...»

Forte dei Marmi vista dall’alto
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Forte dei Marmi vista dall’alto

Il sindaco replica al giornale inglese: la realtà è diversa

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FORTE DEI MARMI. Forte dei Marmi è una colonia russa, sentenzia il Financial Times in una sua corrispondenza ferragostana e il sindaco Bruno Murzi tira fuori dal cassetto i suoi dati e replica prontamente al giornale inglese.

«Ho letto con interesse e anche con stupore l’articolo di Marianna Giusti. Lo stupore nasce in quanto non mi riconosco in quello che ha descritto, cioè una Forte dei Marmi che vive e sopravvive solo perché parla russo. E non lo dico io, lo dicono i dati: questo paese parla turisticamente per più del 52 per cento italiano e tra il 48 per cento della clientela turistica che proviene da tanti paesi stranieri c’è chi parla certamente il russo e l’ucraino, ma anche l’americano, l’arabo, il francese il tedesco e altro ancora. Inoltre a seguito della pandemia e delle guerra abbiamo visto ridurre in maniera drastica le presenze russe passate dalle 27mila del 2019 alle 4000 circa del 2022».

I primi russi che arrivarono a Forte dei Marmi negli anni 2000 , prosegue il sindaco, hanno certamente contribuito a creare un mercato, ad aumentare la qualità dei servizi e di conseguenza incrementare alcuni prezzi e valori immobiliari. Oggi, sottolinea Murzi, è diverso. «Alcuni imprenditori, sia russi che ucraini, hanno fatto anche degli investimenti importanti sul nostro territorio come l’acquisto di alberghi o stabilimenti balneari, ricordiamo però che su 100 stabilimenti più di 70 sono ancora gestiti da famiglie fortemarmine. Non abbiamo notizie di ville di Putin – aggiunge il primo cittadino – sappiamo invece che c’è una casa riconducibile a una società collegata al presidente dell'Ucraina Zelensky e a sua moglie ed è stata smentita una villa a Forte dei Marmi collegata a Prigozhin, il fondatore del Gruppo Wagner. E Forte dei Marmi non è questo e non è il Twiga, che è a Pietrasanta, e non è solo l’Alpemare di Bocelli: è tutto quello che è sul mare come Le Boe, e Le Dune, le due bellissime spiagge comunali e tutti gli stabilimenti balneari che sanno offrire servizi dai più tradizionali, popolari fino ai più esclusivi».

«Altro dato inspiegabile nell’articolo del Financial Times – precisa Murzi – è quello relativo alle case di proprietà dei russi. Come possono essere 2500 su 7500 residenti? Qualcosa non torna. Secondo i dati dell’anagrafe catastale del Comune risultano essere direttamente intestate a famiglie russe circa 203 abitazioni, un numero certamente consistente, ma 10 volte meno di quello riportato. In questo momento abbiamo una clientela prevalentemente italiana, araba, americana, tedesca ed altro ancora e questo paese non si è certo svenduto ai russi né ad altri. Soprattutto questo è rimasto un luogo che non ha ceduto alle voglie edificatorie, ha tutelato con le unghie e con i denti il proprio ambiente, con uno sguardo ampio sui bisogni della propria comunità. Quindi – conclude Murzi – siamo un paese diverso: un paese che ha quasi due vite, una estiva più intensa, lunga due mesi, e una invernale e primaverile di relax, tranquillità e pace, francamente invidiabile».
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