Polpi, dinosauri e cavalli blu sarà il Carnevale degli animali
Presentati alla Cittadella i disegni dei carri dei corsi mascherati. Tra i temi intelligenza artificiale e cambiamento climatico. Poca politica
VIAREGGIO. Il Carnevale di Viareggio? Verrebbe voglia di chiamarlo “il bestiario di Burlamacco”, almeno per quest’anno. Rane, caproni, polpi, dinosauri, mammut, ragni e cavalli blu: tra animali estinti, immaginari e realmente esistenti, più che a una sfilata di carri in Passeggiata sembrerà di stare allo zoo o tra i corridoi di un museo. Nella notte delle stelle cadenti ecco apparire come per magia i bozzetti delle costruzioni che parteciperanno al prossimo Carnevale: sono stati presentati ieri in Cittadella e, come da tradizione, hanno puntualmente acceso l’immaginazione dei viareggini. C’è chi ha già stilato la sua personale classifica, un po’ come i pronostici di fine estate su chi vincerà il campionato: ognuno ha il favorito su cui puntare. Confermata la tendenza che vede la satira politica confinata tra le costruzioni minori a mo’ di pellerossa nelle riserve indiane: detta in termini giornalistici, sono decisamente notiziabili i debutti in cartapesta della segretaria Pd Elly Schlein, del ministro della difesa Guido Crosetto e del presidente ucraino Volodymyr Zelens'kyj. E ora passiamo alle cose formali, per citare uno sfortunato ex amministratore delegato del Milan. Partiamo dai carri di 1ª categoria.
Va dove ti porta il cuore
Jacopo Allegrucci due anni fa scelse Cervantes come fonte d’ispirazione, questa volta tocca all’omonimo bestseller di Susanna Tamaro: il vincitore dell’ultimo biennio punta a sbaragliare ancora la concorrenza con un carro dedicato all’adolescenza. Un ragazzo si ritrova in mezzo al mare, con una valigia usata come imbarcazione: provano a distrarlo situazioni insidiose che, come Arpie, svelano poi i loro mostruosi volti. Ma lui ascolterà il suo cuore e andrà alla ricerca della propria strada.
Il circo dei sogni
Omaggio di Alessandro Avanzini a Salvador Dalí (accento acuto, mi raccomando), indicato dal costruttore come un “moderno Re Mida dal magico tocco”: all’interno di una cornice dorata spunta un ritratto del principe del surrealismo, circondato da opere iconiche come gli orologi molli o gli occhi giganti della scenografia del film hitchcockiano “Io ti salverò”. Curiosità: Dalí curò nel 1959 il progetto per una costruzione che a un concorso internazionale in Portogallo fu sconfitta da due carri viareggini.
Più denti!!! The world’s greatest show
La costruzione di Luca Bertozzi è un’allegoria sulla cattiveria e l’aggressività della nostra società, sempre più insoddisfatta e infelice, assuefatta dal consumismo e alla ricerca di visibilità fino a sconfinare nella pornografia del dolore: al centro un gigantesco dinosauro fa capolino da un sipario in quello che si preannuncia un grande show mozzafiato, fra palme, fasci di luce e spalti gremiti di spettatori.
Octopus 5.0 - La rivoluzione artificiale
A quasi quattro anni di distanza dal secondo posto ottenuto con “Robotika”, Luigi Bonetti torna ad occuparsi di intelligenza artificiale: è la grande rivoluzione del nostro tempo che pone, allo stesso tempo, nuove grandi sfide e rischia di sfuggirci di mano con scenari apocalittici per quanto riguarda il lavoro dell’uomo, ma anche l’etica, la privacy e la sicurezza. Il faccione scomponibile del 2020 lascia qui il posto a un grande polpo bionico.
Ascolta ragazzo…
Citano un vecchio libro che Mario Tobino scrisse nel 1978, i fratelli Massimo e Alessandro Breschi tornati dalla seconda categoria dopo la retrocessione di tre anni fa: il loro è un carro contro la droga. Come una famelica vedova bianca, le organizzazioni criminali espandono la loro ragnatela e la rete dello spaccio è sempre più fitta tra gli adolescenti: oggi traffico e consumo di stupefacenti avvengono sotto gli occhi di tutti, e sempre molti più giovani cadono nella trappola, ignari delle conseguenze nefaste.
Bla Bla Bar
Come in una moderna favola di Esopo, al bancone di un bar la rana versa bicchieri di verità a un caprone, in modo da stordirlo e fargli dimenticare la decadenza. Ne asseconda i suoi rancori e le sue frustrazioni, mentre il cornuto avventore incolpa gli altri per i suoi fallimenti. A prima vista quella di Umberto, Stefano e Michele Cinquini e Silvia Cirri sembra un’allegoria sulle chiacchiere da bar, ma cela anche altro. Piccola nota: tanti, meritatissimi auguri al neopapà Michele per la nascita del piccolo Leonardo.
Svegl-IA
Dall’intelligenza artificiale a quella alternativa: la sigla è la stessa, ma la differenza è notevole. La immagina la Compagnia del Carnevale della famiglia Lebigre-Roger: l’uomo è sempre stato curioso e creativo per natura, ma la tecnologia ha finito per addormentarlo e fargli dimenticare la sua essenza. E se un giorno alcune macchine sviluppassero un’intelligenza alternativa, sarebbero loro, forse, a svegliarci e a ricordarci cosa fa di noi degli esseri umani?
Il profumo delle rose nelle spine
I neopromossi Carlo e Lorenzo Lombardi si ispirano a Marco Cavallo, la scultura di legno e cartapesta che fu realizzata nel 1973 dai pazienti del manicomio di Trieste diretto da Franco Basaglia: ne parlò anche Matteo Raciti tre anni fa nella sua prima mascherata di gruppo. Il cavallo blu protagonista del carro vuole focalizzare l’attenzione sulla psicologia sociale e invitare ad andare oltre i muri dei pregiudizi, dell'indifferenza, della paura, dell'intolleranza e della superficialità.
È tempo di cambiare
Un mastodontico mammut, quello di Roberto Vannucci, quale allegoria del cambiamento climatico: proprio a causa dello scioglimento dei ghiacciai, riprende vita dopo milioni di anni, trovando però un pianeta inquinato e ferito, tant'è che è cambiato perfino il colore della sua pelliccia. Il consumismo e la rincorsa al denaro ci illudono di poter realizzare i nostri desideri, in realtà contribuiscono a distruggere la natura: l’unica via di salvezza è amare la Terra e viverci in armonia.
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