Gioco
L’odore di bruciato, un incubo: Massarosa e i ricordi dei giorni della grande paura
La sindaca: la sera dell’incendio uscii di casa e tornai solo dopo tre giorni. L’assessora Puccetti: «Non posso dimenticare i volti delle persone in fuga»
MASSAROSA. «Non potrò mai dimenticare l’odore di bruciato, se ci penso lo sento ancora». Inizia così la testimonianza della sindaca Simona Barsotti davanti a una platea gremita di persone intervenute al centro civico di Massarosa per ricordare i tragici giorni dell’incendio. È passato un anno, ma i ricordi sono ancora limpidi. «Ricevetti un messaggio intorno alle 21 – racconta – per avvertirmi che un canneto a Bozzano aveva preso fuoco. Mi girai verso la mia famiglia per rassicurarli che sarei tornata presto. In realtà sono tornata dopo tre giorni». In un primo momento, l’incendio sembrava contenuto e di facile spegnimento, poi però il vento iniziò a spingerlo in tutte le direzioni, innescando altri focolai. «Io non riuscivo a capire la gravità della situazione – aggiunge la sindaca –, ma quando mi dissero che era necessario identificare una piazza che fosse capace di contenere 50 mezzi e 300 uomini, capii che stava per accadere qualcosa di grosso. Da lì in poi fu il finimondo. Mi trovai catapultata in una realtà inverosimile con decisioni da prendere minuto per minuto: si doveva allestire il campo con le brandine per i vigili del fuoco e i volontari, trovare i viveri, pensare agli anziani, alle persone disabili, servivano altri letti per gli evacuati. Un incubo».
Nel corso della seconda notte il fuoco iniziò a divorare la collina sotto Pieve a Elici, avvicinandosi sempre più al paese. «Quando mi trovai di fronte a questo scenario apocalittico, pensai che ci saremmo risvegliati con un paese distrutto. Ogni notte pregavo che venisse l’alba per poter far ripartire gli elicotteri e i canadair». La nube di fumo che avvolgeva Massarosa era ben visibile a chilometri di distanza. «La mattina del 19 luglio – racconta l’assessora al sociale Alberta Puccetti – ero a lavoro a Carrara e anche io non avevo chiara la gravità di quello che stava succedendo. Non appena scesa dall’auto, volsi lo sguardo alla Versilia e vidi la gigantesca nuvola di fumo nero. Rientrai subito e nella piazza del mercato di Massarosa vidi il marasma. Non potrò scordarmi i volti degli evacuati con le poche cose che erano riusciti a portare con sé. Molti avevano messo in salvo i loro animali». «Io sono nato a Pieve a Elici – aggiunge Riccardo Brocchini, presidente del consiglio comunale – e conosco bene tutti i paesi collinari. Siamo riusciti a raggiungere tutti in poco tempo».
Ma l’incendio, che ha seminato tanta disperazione, ha suscitato un senso di comunità e solidarietà che a distanza di un anno è ancora molto forte. «Voglio ringraziare tutti i volontari della protezione civile – dice l’assessore Fabio Zinzio –, hanno fatto un lavoro fondamentale. Prestano il loro servizio gratuitamente mossi dall’amore per il nostro territorio. L’eredità lasciata dall’incendio ci ha messo a dura prova, ma abbiamo saputo rispondere come comunità, tutti uniti e coesi. Il lavoro di bonifica portato avanti nel corso di questo anno è stato importante. C’è ancora altro da fare, ma siamo in direzione d’arrivo».
Spente le fiamme, il territorio di Bozzano e Massarosa è stato dichiarato a rischio idrogeologico. E si sono verificati diversi eventi alluvionali causati dai detriti bruciati che hanno intasato i letti dei corsi d’acqua. «Dalla nostra frazione è partito l’incendio – ricorda Antonio Torre, presidente del comitato di rappresentanza locale di Bozzano – e sempre la nostra frazione ha subito l’esondazione dei canali nei mesi successivi. La melma ha invaso case e giardini. Ma anche in quella situazione i cittadini non si sono arresi e muniti di vanga hanno iniziato a spalare il fango dalle loro abitazioni. Un vero esempio di squadra che non si abbatte». Parole di soddisfazione arrivano anche dall’ex assessore all’ambiente Francesco Mauro, uno dei primi ad arrivare sul luogo del fuoco perché residente a Bozzano. «Se penso al periodo dell’incendio – racconta – e a quello che è accaduto inseguito, devo evidenziare quanto è stato bello vedere i cittadini impegnati per difendere il territorio. Sono convinto che questo lavoro ha portato a riscoprire la bellezza di alcuni angoli nascosti delle nostre colline. Ora dobbiamo preservarli e mantenerli puliti in modo da scongiurare che eventi di questo tipo possano riaccadere».
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