Italia
Brucia la torba, maleodoranze su Viareggio
Originate da un incendio a Massarosa. La sindaca: «Corsa per ridurre i disagi»
VIAREGGIO. Appena il vento ha cambiato direzione, come accade ogni sera tra le 22 e le 23, nella serata di venerdì Viareggio ha smesso di respirare aria pulita. Sulla città si è esteso l’odore della torba che bruciava in via della Pieve, a Massarosa, tra il campovolo e l’impianto di compostaggio Ersu, a Pioppogatto. Un odore fortissimo di bruciato che – nonostante il caldo – ha fatto chiudere le finestre, tanto era intenso e tanto faceva lacrimare gli occhi e tossire.
Già dalla sera in cui l’incendio è scoppiato, in un campo da 5 ettari, sul quale si trovava del fieno che era stato tagliato, si è messo in moto l’iter per l'allagamento dei campi da parte della ditta incaricata dal Comune, una volta che la polizia municipale e gli uffici comunali sono risaliti ai proprietari. Ma, spiega la sindaca di Massarosa Simona Barsotti, «in questi casi, prima di procedere ad allagare è necessario fresare il terreno e liberarlo dalle canne e altri residui, per permettere all’acqua di penetrare bene nel terreno».
Ieri mattina il campo di via della Pieve si presentava avvolto dal fumo, segno che la torba stava ancora bruciando. E sul posto vi erano i mezzi della Protezione civile del Comune di Massarosa e quelli dell’impresa con l’incarico di procedere ad allagare.
Nel pomeriggio di venerdì, appena scattato l’allarme per l’incendio, l’intervento di contenimento e spegnimento ha visto impegnate due squadre dei vigili del fuoco dei Distaccamenti di Viareggio e Pietrasanta, con il supporto dell'elicottero Drago. Sul posto anche Protezione civile di Massarosa, polizia municipale e carabinieri della stazione di Massarosa.
Il gran lavoro andato avanti per tutta la giornata di ieri sul terreno teatro dell’incendio è stato finalizzato – afferma ancora Barsotti – «a evitare il ripetersi del problema creato dai fumi nelle notti successive».
Fumi che, appena si fa sera, vento a bassa atmosfera convogliano dritti su Viareggio, dove l’odore di torba che brucia è stato avvertito con forza sia al Varignano che all’ex Campo d’Aviazione, ma anche nel resto della città dove si è allargato nel corso della notte.
«Ho chiuso tutto nonostante il gran caldo», è uno dei tanti commenti che si sono susseguiti fino a tarda serata attraverso i social, dove sia i cittadini di Viareggio che quelli di Massarosa si scambiavano informazioni sulla fonte dell’odore. Tra le tante testimonianze, anche la conferma che il sentore di bruciato è arrivato fino in centro, nella zona del municipio.
A Massarosa, nel corso delle notte tra venerdì e sabato, si sono rincorsi, uno dopo l’altro, i ricordi di chi ha vissuto il maxi incendio dello scorso 19 luglio. E alta è stata la preoccupazione che anche per le fiamme che si sono levate da via della Pieve possa esservi stato chi ha dato fuoco intenzionalmente.
Alla domanda del Tirreno sulle cause possibili per l’incendio di via della Pieve, Simona Barsotti risponde: «Può davvero essere successa qualsiasi cosa. Anche che, sbadatamente, qualcuno abbia dato origine all’incendio». In un terreno dove si trovava del fieno tagliato, quindi materiale che prende fuoco in un attimo.
Fabio Zinzio, assessore della Protezione civile a Massarosa, ricorda a tutti «che dal primo luglio e fino al 31 agosto è in vigore il divieto assoluto di abbruciamento». Chiunque avvistasse o si trovasse nei pressi di focolai di incendio boschivo è pregato di segnalarli al numero unico di emergenza 112. o al numero verde 800425425 della Sala operativa regionale antincendi boschivi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
