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Morte di Berlusconi, il Cavaliere protagonista per decenni di carri e maschere del Carnevale

di Simone Pierotti
Morte di Berlusconi, il Cavaliere protagonista per decenni di carri e maschere del Carnevale

Da “L’informazione al potere” di Alessandrini e “Rexpubblica” di Avanzini, il leader di Forza Italia è stato al centro della satira politica: solo Andreotti come lui

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VIAREGGIO. Se Giulio Andreotti ha segnato la Prima repubblica, Silvio Berlusconi è stato l’indiscusso protagonista della politica italiana post-Tangentopoli. Anche e soprattutto al Carnevale di Viareggio, dove i costruttori di carri e mascherate l’hanno sbeffeggiato senza remore. Addirittura fino a un paio d’anni fa, quando il padre padrone di Forza Italia aveva ormai cessato di essere il leader del centrodestra.

Un po’ come il divo Giulio, pure il Cavaliere sembrava circondato da un alone d’immortalità. Ed entrambi sono stati il bersaglio privilegiato dei carristi: difficile stabilire chi dei due sia stato il più dileggiato. E dopo il graduale declino di Berlusconi – e a maggior ragione dopo la sua morte, avvenuta ieri all’età di 86 anni – al Carnevale di Viareggio è finita la lunga stagione della satira politica, orfana ormai di un personaggio da copertina, carismatico e noto anche ai più disinformati, da prendere di mira. Lo abbiamo detto prima: Berlusconi è stato l’Andreotti della generazione Y, quella dei nati tra l'inizio degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Con due differenze sostanziali, però. La prima: nella sua lunga stagione politica, Berlusconi ha quasi sempre monopolizzato l’attenzione dei carristi, raramente offuscato dagli Occhetto, dai D’Alema, dai Bossi, dai Fini fino ad arrivare ai giorni nostri con Meloni, Renzi e Salvini. La seconda: se Andreotti rimane nell’immaginario collettivo la personificazione del potere politico per antonomasia, le caricature in cartapesta di Berlusconi sfilate a Viareggio ci raccontano molto altro al di là dei suoi tre mandati da presidente del Consiglio.


Basti pensare che la sua prima rappresentazione risale al 1987, anno in cui un giovanissimo Carlo Lombardi lo scelse come soggetto della sua maschera isolata “L’azzecca garbugli” con la maglia del Milan: del resto, Sua Emittenza – soprannome in voga all’epoca dell’ascesa di Berlusconi nel mercato televisivo, favorita dai benevoli decreti legge emanati in Italia dal governo Craxi– stava costruendo il ciclo vincente del club rossonero.

Ed è in questa veste che due anni dopo, nel 1989, appare per la prima volta su un carro grande: è “L’informazione al potere: libera stampa in libero Stato” di Roberto Alessandrini e il fondatore delle reti Mediaset è uno dei sovrani dell’editoria assieme a Gianni Agnelli e Carlo De Benedetti serviti dai “fantini” Biagi, Scalfari, Montanelli.

E ancora: nel 1991 lo troviamo sia su “Io sono il pallone Dio tuo” di Giovanni Maggini, sempre nelle vesti di presidente del Milan, sia su “A chi l’Oscar dell’audience?” di Paolo Lazzari come principale antagonista della Rai.

Ma sarà dopo la discesa in campo nel gennaio 1994 che si moltiplicheranno le presenze di Berlusconi al Carnevale. Anzi, già poche settimane prima della sua vittoria alle elezioni politiche lo vediamo raffigurato come una mina vagante in mare, pronta ad affossare la Balena bianca – cioè la Dc – nel carro “Moby Dick”: gli autori Giovanni Lazzarini e Renato Verlanti lo hanno aggiunto poco prima dell'inizio delle sfilate, giacché il suo iconico faccione sorridente non era originariamente previsto nel bozzetto consegnato alla Fondazione Carnevale. Diventerà, di fatto, il primo carro con una caricatura di Berlusconi a trionfare sui viali a mare.

Manco a dirlo, dopo la vittoria alle elezioni del 1994 è il protagonista indiscusso dell'edizione successiva: per Roberto Alessandrini è “Il grande fratello”, un imbonitore del quale si accennano i rapporti con la loggia massonica P2, per Alessandro e Silvano Avanzini è il Pinocchio di “Nel Paese dei balocchi” e pure Gionata Francesconi ed Enrico Vannucci gli ritagliano un ruolo centrale nelle loro costruzioni. Per non parlare, poi, delle innumerevoli citazioni tra le mascherate di gruppo e quelle isolate. Da quel momento la notorietà di Berlusconi è destinata a salire fino a un carro che nel 2011 arriva a vaticinare con qualche mese d'anticipo la caduta del terzo e ultimo governo che lo vede alla guida: è "Rexpubblica" di Alessandro Avanzini, in cui il leader di Forza Italia è immaginato come il fossile di un tirannosauro che sta per crollare.

Da ricordare, infine, le stupende caricature che lo ritraggono della coppia Simone Politi-Federica Lucchesi e di un giovane Luca Bertozzi, le polemiche per il Berlusconi impiccato sul carro "Voodoo" di Carlo Lombardi nel 2014 e l'ultima citazione, quella nella mascherata “Senatori a vitae” di Stefano Di Giusto. Poi il vuoto. E l'epilogo (definitivo?) della satira politica nel nostro Carnevale.

 

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