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Il Giro d’Italia tira la volata alle prenotazioni estive in Versilia

Il Giro d’Italia tira la volata alle prenotazioni estive in Versilia

In tanti hanno chiamato gli alberghi dopo le immagini in tv. E in questi giorni oltre mille presenze grazie alla carovana

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VIAREGGIO. Mentre guardavano il Giro d’Italia in tv hanno visto la Versilia e si sono detti: «Meglio chiamare e prenotare, così non ci pensiamo più».

Telefonate di questo genere ne sono arrivate parecchie, assicura Federalberghi, nelle ore in cui le immagini di Viareggio e Camaiore passavano sulla Rai. «Le riprese raccontavano, con dovizia di particolari nel commento, il nostro territorio e la nostra identità – dice Maria Bracciotti, presidente della Federalberghi versiliese – grazie anche alla presenza di personaggi “nostri” come Fabio Genovesi, Francesco Chicchi e Alessandro Petacchi». Oltre alle immagini, ha colpito il racconto della vicenda dell’Artiglio e delle caratteristiche del territorio camaiorese. «È stato uno spot eccezionale per la Versilia e un volano per le prenotazioni estive, visto che in tanti hanno chiamato proprio guardando il Giro in televisione», concorda Bracciotti. Ieri sono stati diffusi i dati Auditel: all’arrivo a Viareggio è stato raggiunto il picco di 1,7 milioni di telespettatori, con il 18% di share.

Secondo gli imprenditori turistici meglio di così non poteva andare, per dare il “la” alla stagione turistica appena iniziata. Anzi, per usare un gergo ciclistico è un vero e proprio tirare la volata all’estate. Nonostante le temperature e il clima ancora non lo consentano di dire appieno. «Ma c’è una cosa curiosa che secondo me va sottolineata – prosegue Bracciotti – sullo schermo si sono visti i ciclisti infreddoliti arrivare in Versilia e venire accolti da temperature decisamente più miti. È il nostro bello: a dispetto delle previsioni meteo non sempre azzeccate, qui da noi è difficile che il tempo sia inclemente a lungo. E quindi sono fiduciosa che prima o poi comincerà a fare caldo, con l’inizio vero della stagione».

Un’estate che si annuncia super. Secondo Francesco Giannerini, presidente di Confesercenti Versilia, «ci aspettiamo un incremento delle presenze tra il 5 e il 7% sul territorio toscano, e di conseguenza in Versilia, nel 2023 rispetto all’anno scorso. Sono previsioni ritenute credibili. Ecco perché questo Giro ha rappresentato uno spot straordinario, in vista di quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi».

Gli effetti del Giro d’Italia si vedranno nel prossimo futuro, per quanto riguarda i benefici. Anche se non è stato poco l’impatto immediato della corsa in rosa. «Alberghi e ristoranti hanno lavorato sicuramente: non tanto con le presenze di turisti da fuori, quanto con la carovana al seguito del Giro», spiega Giannerini. «Del resto era improbabile aspettarsi che di martedì e mercoledì, con un tempo così instabile, arrivassero valanghe di turisti». La Federalberghi conferma: «Non pensavamo di poter fare il tutto esaurito con i turisti; però la carovana ha occupato camere lungo tutta la Versilia», dice Bracciotti. Di quante persone si trattava? Una stima fatta nei giorni scorsi parla di oltre mille addetti al seguito della corsa rosa: di sicuro questi numeri si sono tradotti in presenze, leggi pernottamenti. Oltre alle tavolate nei ristoranti, compresi quelli degli stabilimenti balneari, per mangiare.

«È chiaro che siamo di fronte a un grande evento di cui siamo tutti felici, io in primis che amo lo sport – dice Piero Bertolani, presidente di Confcommercio – Ma se vogliamo il turismo sportivo non è il Giro, che io adoro, a dovercelo portare. Il grande evento è una cosa; le presenze che fanno lavorare il territorio è un’altra. Per il cicloturismo, che porta milioni di presenze ogni anno in Italia, e in generale per il turismo sportivo servono infrastrutture e una promozione ad hoc. Detto questo, sia lode al Giro». Non tutti, però, hanno avuto questo approccio: c’è chi ha manifestato insofferenza per qualsiasi cosa, dalla situazione dell’ex Casa del fascio alla presenze dei corridori sulle strade. «È un nostro limite – conclude Giannerini – Pensiamo che Viareggio non possa mai più tornare quella di un tempo, e critichiamo tutto. Ma è un limite, appunto, di chi parla tanto e fa poco».

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