Commercio
Addio al regista Malfatti: stella del cinema nostrano
Ha firmato “La sbandata” e partecipato a film anche nel ruolo di attore. Avrebbe compiuto 79 anni a luglio. Conosciuto nel calcio il figlio Attila
VIAREGGIO. Un lutto per il mondo del cinema italiano. È deceduto ieri mattina, mentre era ricoverato nella Casa di cura San Camillo a Vittoria Apuana (Forte dei Marmi), Alfredo Malfatti, ex regista e attore cinematografico; avrebbe compiuto 79 anni il prossimo 15 luglio.
Dallo scorso mese di marzo si era ammalato e da allora, gravato da diverse patologie, non è più riuscito a riprendersi, nonostante le cure e l'assistenza sanitaria ricevute.
Alfredo Malfatti, per gli amici “Alfredino”, ha vissuto a lungo a Roma, dove ha conosciuto la moglie Laura, purtroppo scomparsa nel 2017.
Quando il figlio Attila, oggi cinquantunenne, aveva sei anni, la famiglia si trasferì a Viareggio, anche se Alfredo Malfatti, per motivi legati alla sua professione, rimase per diverso tempo a Roma.
I set cinematografici erano il luogo in cui ha trascorso gran parte della sua vita lavorativa, a contatto con volti noti del grande schermo, in particolare nel decennio degli anni Settanta.
Fra gli altri, proprio Malfatti è stato il regista del film "La sbandata" (correva l’anno 1974), con un cast all’epoca di grido: ne facevano parte Eleonora Giorgi, Pippo Franco, Domenico Modugno, Franco Agostini. Sempre Malfatti, ha invece partecipato nel ruolo di attore al film "Il Sergente Rompiglioni" del 1973 diretto da Giuliano Biagetti con lo pseudonimo di Pier Giorgio Ferretti.
Il figlio Attila Malfatti è stato un bravo calciatore e da piccolo ha militato nel settore giovanile del Lido di Camaiore, società della quale il papà è stato dirigente, quando poi è venuto anche lui a vivere a Viareggio, e facendo il pendolare, quando aveva impegni professionali.
Attila Malfatti ha giocato poi nella Primavera della Roma, ed è stato allenatore sia della Juventus che del Torino "Primavera". Ha avuto esperienze all'estero da tecnico in seconda, all'Hajduk Spalato e Spartak Mosca e in questa stagione era al Vicenza in serie C, come allenatore in seconda del tecnico Francesco Modesto.
«Ho interrotto poi il rapporto con la società veneta – dice Attila – in modo da poter stare vicino a mio padre, in questa ultima fase in cui le sue condizioni di salute erano peggiorate. Oltretutto ha contratto anche il Covid».
L’ultimo saluto ad Alfredo Malfatti sarà in forma strettamente privata. È prevista infatti stamani una benedizione alla salma nell'abitazione di via Mameli al civico 28. «Poi, come abbiamo fatto per mia madre, anche lui verrà cremato», dice il figlio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
