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Miccio Canterino, che tris di Giulia. E il Ranocchio va alle stelle
La vincitrice: «Più felice per la contrada che per me». Secondo posto per Camba (Leon d’oro), terzo per Spinelli (Madonnina)
QUERCETA. Per Giulia Mutti «c’è solo un modo giusto per fare le cose fatte bene: con il cuore». Ed è così che ha scritto la sua “Bum bum bum”, la canzone che l’ha fatta trionfare sabato sera al Festival del Miccio Canterino al Palazzetto di Forte dei Marmi.
E ora sono tre, in totale, le sue vittorie con i colori gialloverde del Ranocchio alla manifestazione canora delle contrade del Palio: la prima era stata con “Facile”, nel 2016, la seconda lo scorso anno in piazza a Querceta con “Il sole dentro”.
A piazzarsi dietro di lei è stata Federica Camba, del Leon d’Oro. Terza la Madonnina con Alice Spinelli e quarta la Cervia con Eliza G.
Grande delusione per la contrada del Ponte, con Antonio Maggio, che sembrava essere il brano favorito ma è arrivato quinto: e in realtà alla giuria popolare era pure piaciuta la canzone rossoblu (seconda solo al Ranocchio), ma ha perso molto con il voto della giuria tecnica.
«Quest’anno, oltre ad esserci stato un livello molto alto di canzoni, c’erano soprattutto differenti generi musicali, per tutti i gusti – ha commentato Giulia Mutti –. Quindi forse è stata più una questione di gusti personali dei membri della giuria. Ma io sono felice che sia piaciuto lo spirito della mia canzone. Inoltre, in questa edizione mi ero imposta di non pensare ai risultati e di godermi il momento. Ed è stato infatti tutto molto bello: dopo le edizioni mancate per il Covid, e il bel risultato dello scorso anno, mi sembrava quasi impossibile fare di più. Ed invece ce l’abbiamo fatta».
Per Giulia Mutti era la quinta volta della sua partecipazione al Miccio Canterino: quando non ha vinto, è arrivata seconda. E ogni volta ha saputo scrivere e comporre dei pezzi rock, intensi e toccanti.
Come riesce ogni volta a trovare l’ispirazione giusta? «L’ispirazione si trova confrontandosi sempre più con la contrada e i contradaioli – dice Mutti –. È dal mese di giugno dello scorso anno che ci siamo incontrati più volte. I contradaioli mi hanno raccontato umori e malumori e ho capito che molto spesso è una questione di tirare il cuore oltre l’ostacolo. E non sempre va tutto bene. Quindi la frase del pezzo ("c’è solo un modo giusto per fare le cose fatte bene: con il cuore") è nata proprio da questo concetto. E con questa vittoria sono più felice per la contrada e la comunità che per me stessa».
Finito il Festival con grande successo, per Giulia Mutti, seravezzina doc, ci sono altri appuntamenti importanti. Il 14 aprile uscirà il suo nuovo singolo, “Saturno contro”, e poi sarà protagonista di un tour teatrale con due tappe a Firenze, una a Livorno e una a Pistoia, in cui ripercorrerà la storia di alcune cantautrici.
Lo spettacolo prende spunto dal festival "Cantautrici coraggiose" che si svolge a Seravezza e a Querceta e quest’estate verrà riproposto nella seconda edizione.
Fra le altre sorprese del Festival c’è senza dubbio la cantante della Madonnina, Alice Spinelli, terza con 96 punti. Mutti ne ha totalizzati 101, il Leon d’Oro 97.5, e la Cervia 96. L’artista per la contrada gialloblu era accompagnata da una corista, e la sua canzone è piaciuta sempre di più al pubblico nel susseguirsi delle serate. Un artista invece da cui la platea forse si aspettava di più è stato quello ingaggiato dalla Quercia, Enrico Nigiotti. Ottima la sua interpretazione ma che non è bastata a farlo andare oltre il settimo posto con 91.5 punti. Infine sesto posto per il Pozzo con 94 punti e ultima la Lucertola con 89 (che ha ottenuto il maggior punteggio, 34, nella tecnica).
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