Italia
Addio a Gioia Calledda, ristoratrice e parte della famiglia del “Tirreno”
Viareggio, colonna della trattoria Nanni e moglie del fotografo Roberto Paglianti
VIAREGGIO. Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande, che colpisce direttamente una famiglia e anche quella, allargata, del “Tirreno”. Se n’è andata troppo in fretta Gioia Calledda, 71 anni, originaria della Sardegna ma viareggina a tutti gli effetti. Era la moglie dell’amico e collega Roberto Paglianti, fotografo e giornalista storico della redazione di Viareggio. È stato lui ieri a dare l’annuncio della scomparsa della “Gioia”, come tutti la chiamavamo, avvenuta nella loro abitazione alle Bocchette: «La donna della mia vita se n’è andata per sempre, ciao Gioia», ha scritto Roberto. Il funerale è oggi alle 15,30 alla chiesa di Santa Rita al Campo d’Aviazione.
Gioia era una colonna portante della Trattoria Nanni, in via delle Bocchette a Capezzano Pianore: 25 anni di cucina ininterrotti che hanno fatto crescere a dismisura questo ristorante: un merito, che il marito e i familiari tutti hanno voluto giustamente riconoscerle. Ogni volta che ti recavi al ristorante e la Gioia era in cucina intenta a svolgere le sue mansioni trovava, seppur impegnata, il tempo di venire a salutare con quel sorriso e la cordialità che l’hanno sempre contraddistinta. Da nonna era abituata ad avere sempre i nipoti, quindi anche quando andavano al locale clienti con bambini aveva sempre una parola gentile per loro. Ricordava che i bambini le facevano allegria. E in quel bel prato verde del ristorante, quante volte li ha visti divertire spensierati.
Domenica scorsa Roberto, nel giorno del loro cinquantesimo anniversario di matrimonio, ha voluto ripercorrere un po’ la loro lunga storia d’amore. «È iniziata d’estate quando ci radunavamo alla chiesina dei pescatori in Darsena, dove c’era Don Miro – ha scritto Roberto Paglianti – Ci siamo conosciuti là, ricordo quando una sera ti chiesi di sedermi accanto, perché mi infastidiva un’altra persona che solitamente si metteva vicino a me. E tu lo facesti. La nostra storia comincia da qui. Abbiamo subito capito che c’era simpatia fra noi. Frequentandoci venne il primo bacio. Da quella sera non ci siamo più lasciati ed abbiamo raggiunto cinquanta anni di matrimonio, che vanno aggiunti a cinque di fidanzamento. Eri una fanciulla quando ti ho conosciuto, 15-16 anni ed io più grandicello, 21-22 ero molto invidiato, perché eri bella e non ti mancavano i corteggiatori, anche più belli di me. Ma tu avevi deciso che io fossi l’uomo della tua vita e siamo andati avanti fino al giorno in cui ti dissi che ti avrei sposato. 19 marzo 1973 nella chiesina di Santa Rita in via Corridoni, padre Mauro ci ha unito in matrimonio per la nostra felicità e quella dei nostri parenti e dei nostri amici più cari. Avevi perduto i genitori da poco e per questo motivo ho sempre cercato di farmi sentire un uomo forte che potesse darti un avvenire ed una vita più che dignitosa. Dopo un anno è nato Roberto jr che ha 49 anni, una famiglia invidiabile con due magnifici ragazzi. Il 27 giugno 1981 è nato Nanni con una famiglia esemplare e due figlie eccezionali. Negli anni duemila abbiamo voluto cimentarsi in quella nostra passione: la cucina, incoraggiati dalla famiglia di mia sorella abbiamo aperto un ristorante che è diventata l’azienda di famiglia e te sei stata una colonna portante. Ti volevo bene 50 anni fa, ti voglio bene oggi e ti vorrò bene sempre. Grazie». Gioia lascia Roberto, Nanni, Roby, nipoti, parenti tutti. A tutti loro va l’abbraccio della nostra redazione.
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