Il Tirreno

Versilia

Spiagge all’asta

Versilia, balneari e politici sono in ansia dopo le parole del Capo dello Stato

di Matteo Tuccini
Versilia, balneari e politici sono in ansia dopo le parole del Capo dello Stato

Il richiamo del presidente Mattarella riavvicina le aste delle spiagge

26 febbraio 2023
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VIAREGGIO. Il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla questione dei balneari è, forse, il passaggio decisivo per la soluzione definitiva della vicenda Bolkestein. Una soluzione che, da pronostico – quindi smentibile dai fatti come tutti i pronostici – prevederà le gare pubbliche, impropriamente dette “aste”, delle spiagge.

Le parole del presidente Mattarella, oltre al fatto che arrivano dal Capo dello Stato, non sono interpretabili. Secondo il Quirinale i provvedimenti che prorogano le concessioni balneari dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2024, con possibilità di “sforare” a fine 2025, «oltre a contrastare con le ricordate definitive sentenze del Consiglio di Stato, sono difformi dal diritto dell’Unione europea, anche in considerazione degli impegni in termini di apertura al mercato assunti dall’Italia nel contesto del Piano nazionale di ripresa e resilienza». Dopo aver messo in guardia sulla possibile disapplicazione della proroga da parte degli “enti concedenti”, cioè i Comuni, con i conseguenti contenziosi aperti dai balneari, il presidente Mattarella chiarisce ulteriormente: «È evidente che i profili di incompatibilità con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali definitive accrescono l’incertezza del quadro normativo e rendono indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di Governo e Parlamento. Sarà infatti necessario assicurare l’applicazione delle regole della concorrenza e la tutela dei diritti di tutti gli imprenditori coinvolti, in conformità con il diritto dell’Unione, nonché garantire la certezza del diritto e l’uniforme applicazione della legge nei confronti dei soggetti pubblici e privati che operano in tale ambito».

Di fronte a un richiamo simile, il Governo dovrà prestare attenzione e rivedere la proroga appena concessa in Parlamento. Ecco perché la politica è in grande difficoltà: al momento sono pochissime le dichiarazioni ufficiali, considerando che ai balneari si dovrà prima o poi spiegare che le “aste” non solo sono difficilmente evitabili, ma sono anche più vicine di quanto si pensi. Gli stessi balneari, al di là di tutto, ne sono consapevoli (salvo gli irriducibili). La preoccupazione di tutti è al livello massimo.

Umberto Buratti, ex deputato Pd ed ex sindaco di Forte dei Marmi, la vede così: «Già nella legge sulla Concorrenza da noi approvata nello scorso Parlamento c’era una proroga estendibile fino alla fine del 2024, naturalmente con motivazioni. Il presidente Mattarella chiarisce che una proroga ulteriore non è ammissibile. A questo punto, per evitare il caos, bisogna certificare almeno la data di scadenza del 31 dicembre 2024. In coerenza con quanto deciso dal governo Draghi. Dovranno essere i Comuni a sottoscriverla». Ma qual è l’amministrazione che, in un contesto simile, anticipa i tempi? «Nessuna, ed è per questo che dovrà esprimersi l’Anci», conclude Buratti.

Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Confindustria, si dice «certo che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrà modo di chiarire al Capo dello Stato che questa proroga, peraltro già prevista di fatto nella legge sulla concorrenza di Draghi, è finalizzata ad appurare che la risorsa rappresentata dalle coste è ancora ampiamente disponibile e sarà il nocciolo dirimente per applicare con correttezza la Direttiva Servizi, senza procedure selettive per le imprese italiane, come ha detto lo stesso Bolkestein».


 

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