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Viareggio, i segreti dei mascheratisti sono l’amore e la passione
Il carrista Allegrucci: «Grazie a loro, il futuro è assicurato». Francesconi: «Quanto sacrificio nel nostro lavoro, e quanta attesa»
VIAREGGIO. «Con questi ragazzi il futuro del Carnevale di Viareggio è assicurato»: con queste belle parole di Jacopo Allegrucci si è concluso il quarto incontro alla Libreria Lungomare, complice il libro Profili di Cartapesta scritto da Claudio Vecoli. Dopo quelle dedicato alle dinastie dei carristi, alle donne del Carnevale e ai giovani costruttori, è stata la volta delle nuove leve: i dieci mascheratisti che sognano di diventare, a loro volta maghi della cartapesta. Stefano Pasquinucci, moderatore dell'incontro accompagnato da Vecoli, ha presentato in Federica Bonetti, Susanna Carofiglio, Andrea Giulio Ciaramitano, Michele Deledda, Michelangelo Francesconi, Serena Mazzolini, Lorenzo Paoli, Andrea Sciaccianoce, Edoardo Spinetti e Alessandro Vanni.
Ciò che è emerso dall'incontro è l'autentica passione e l'amore che questi giovani mettono nel costruire le loro maschere isolate. Un impegno che, fino al momento in cui non ci sarà il salto di categoria (che quest'anno, grazie al meccanismo dell'avanzamento vedrà almeno uno di loro ottenere la promozione), è relegato solo a una sorta di hobby, perché per entrare nei professionisti occorre, almeno essere costruttori delle mascherate di gruppo. Quanto sacrificio e quanto impegno c'è dietro a quelli che sembrano semplici mascheroni e che invece sono frutto di un progetto e di una realizzazione spesso fatta di notte, perché durante il giorno quasi tutti lavorano negli hangar alla corte dei costruttori dei carri. Ma, come hanno spiegato i ragazzi, è proprio grazie alla disponibilità dei carristi se anche loro hanno un posto dove poter costruire le maschere e imparare il mestiere, e realizzare così il loro sogno di vita. «Questo è un lavoro fatto di passione e di amore per il Carnevale di Viareggio – ha dichiarato Michelangelo Francesconi – ma anche di tanta attesa e sacrificio, bisogna saper imparare, studiare, capire le tecniche giuste. Io, che faccio le maschere isolate ormai da dieci anni, dico sempre che di restare di più in questa categoria non deve essere visto come una punizione, ma piuttosto come l'occasione per migliorarsi e capire se si sono fatti degli errori. Non ci vuole fretta e l'affiancamento con i maestri carristi per noi è fondamentale credo che a loro dobbiamo dire il nostro grazie più grande».
Proprio Francesconi potrebbe ottenere la promozione fra le mascherate di gruppo, nonostante tutti gli scongiuri fatti mentre il Pasquinucci lo presentava.
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