Il caso Harry Jackson: il museo inaugurato non è mai stato aperto
Il sindaco Pierucci: la situazione si sbloccherà presto
CAMAIORE. È stato uno degli ultimi traguardi dell’amministrazione Del Dotto nel giugno scorso. Pochi giorni prima delle elezioni amministrative. Presentato come uno dei luoghi che avrebbe innalzato la qualità artistica di Camaiore. Eppure la presentazione è l’unica cosa rimasta del museo Harry Jackson a Capezzano Pianore.
Lo spazio museale infatti – sorto a fianco della Misericordia di Capezzano Pianore – non è stato mai aperto al pubblico. Una situazione che con il passare dei mesi ha destato curiosità e perplessità tra i cittadini e gli esercizi commerciali limitrofi, i quali vedevano nel museo un’occasione per accrescere la capacità attrattiva di tutta la zona. L’impasse però potrebbe essere agli sgoccioli. Almeno dalle parole del sindaco Marcello Pierucci: «Sul Museo Jackson adesso c’è un problema con le finestre, che non sono messe troppo bene, quindi aspettavamo il nuovo bilancio per capire il da farsi. Si è sollevato un problema per quanto riguarda la pericolosità».
«Il museo – ammette Pierucci – non è mai stato aperto. Fu inaugurato perché era stato finito, ma poi c’è stata una serie di imprevisti. Dobbiamo aprirlo e abbiamo già dato l’incarico per la biglietteria». Per il via libera bisognerà attendere quindi «la primavera. Al momento si parte con le opere che erano esposte durante l’inaugurazione. Non ci saranno integrazioni».
Harry Jackson, nato a Chicago il 18 aprile 1924, era molto legato al territorio versiliese e, in particolare, a Camaiore. Qui infatti costruì la sua abitazione-studio e la sua fonderia di bronzi privata, presso la via per Monteggiori. La fonderia cessò nel 1989, ma l’artista mantenne il suo grande studio privato e l’abitazione, dove nacquero tutti i suoi cinque figli. Morì il 25 aprile 2011. Ma non c’è solo il museo Harry Jackson ad interessare i commercianti. C’è anche l’ex-cinema, posto a pochi passi da piazza degli Alpini. Su questo non ci sono novità rilevanti, anche se «i proprietari – prosegue il primo cittadino – stanno facendo i lavori e appena questi saranno ultimati dobbiamo incontrarci. Quella non è un’opera pubblica. Sono lavori importanti, che riguardano ad esempio il rifacimento del tetto. Ad oggi però non ci sono tempi certi. Lì – conclude – sorgerà un centro di aggregazione culturale. Sarà utilizzato per fare le prove di teatro, per esempio. Dovrà diventare un luogo di vita quotidiana».
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