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Estetiste e parrucchieri al nero: in Versilia un’attività su tre è abusiva

Estetiste e parrucchieri al nero: in Versilia un’attività su tre è abusiva

Le associazioni di categoria: «Sleali, mettono a rischio i clienti». La Finanza: «Segnalate i casi da controllare». Confartigianato e Cna: «Lo facciamo già e continueremo».

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VIAREGGIO. Taglio di capelli e messa in piega, ma anche ricostruzione delle unghie, depilazione e così via. Tutto a metà prezzo, se non meno. Tutto in nero. Secondo le associazioni di categoria, dilagano le estetiste e i parrucchieri abusivi: un’attività su tre sul territorio è irregolare. Completamente sconosciuta al Fisco e alle norme che disciplinano il settore. Un dato clamoroso, che secondo Confartigianato e Cna causa non solo una concorrenza sleale spietata durante le feste natalizie. Ma anche un potenziale rischio per la clientela. «Che si affida – spiegano le associazioni artigiane – a locali e a prodotti potenzialmente pericolosi per la salute».

Evasione altissima

«Nel settore dei servizi alla persona, la “concorrenza sleale” degli operatori abusivi è ormai un fenomeno diffuso e radicato – spiega Renza Giannini, presidente Cna estetica Lucca – il tasso di irregolarità nelle attività di acconciatura ed estetica risulta pari al 27, 6%. Si tratta del valore più alto osservato tra i vari settori: supera di gran lunga quello medio nazionale (14,4%)». È un dato, prosegue Giannini, «evidentemente inaccettabile, aggravato dalle conseguenze della pandemia e dal proliferare di piattaforme online che operano indisturbate, proponendo prestazioni a domicilio, senza curarsi dei limiti imposti dalla normativa di settore e dai regolamenti comunali». Per questo motivo, le imprese del settore chiedono interventi incisivi. «L’abusivismo nella cura della persona, infatti – si spiega – oltre a mettere a repentaglio la salute dei clienti, getta discredito sulle imprese che operano nel rispetto della legalità». Lavorare nella legalità vuol dire «tutelare la salute dei cittadini offrendo servizi sicuri e di alta qualità – spiega Francesco Rovai, presidente acconciatori Cna Lucca – Allo stesso tempo chi lavora nella legalità tutela i propri lavoratori, sostiene l’economia del Paese e lo sviluppo delle imprese». A questo proposito la Cna ha lanciato una campagna, che si è articolata su un calendario di iniziative coinvolgendo attivamente gli imprenditori nelle attività di diffusione e sensibilizzazione. «In questa seconda fase della campagna – spiegano dalla Cna – i saloni delle diverse attività esporranno nei locali e sui loro social delle locandine specifiche, per sensibilizzare la clientela a rivolgersi sempre ai veri professionisti del benessere».

Annunci civetta sui social

In questi anni, spiega Michela Fucile di Confartigianato, «le attività di cura della persona hanno dovuto sopportare momenti durissimi, pandemia in primis. Molti hanno chiuso, perché non riuscivano ad andare avanti. Nel frattempo sono dilagati gli abusivi, che sono diventati un terzo delle attività totali. Con sfacciataggine, promettono anche tramite annunci social servizi a prezzi molto più bassi. Perché rispetto agli artigiani regolari non devono pagare tasse». Un esempio? La ricostruzione unghie, «il cui costo può variare a seconda dell’estetista a cui ci si rivolge. Ma che, nel caso di un’abusiva, possono costare anche poche decine di euro», continua Fucile. Che mette in guardia la clientela: «Il risparmio immediato può rappresentare un rischio altrettanto rapido, considerati i prodotti che vengono usati al “nero”. Prodotti che vanno sui capelli e sulla pelle, e che possono causare problemi seri».

I controlli della Finanza

In occasione delle festività natalizie, il giro d’affari nel settore, causa cenoni e appuntamenti vari, aumenta di parecchio. Di conseguenza le associazioni di categoria chiedono, in questi giorni e anche nel resto dell’anno, di monitorare con più attenzione possibile il fenomeno. Un appello rivolto, in particolare, alla Guardia di finanza. Dalle Fiamme gialle spiegano che «l’attività anti-evasione fiscale è continua e ha permesso, nel 2022, di scovare decine di soggetti sconosciuti al Fisco. Permettendo di recuperare milioni di euro di “nero”. Il settore della cura della persona rientra in questa attività di monitoraggio, anche se non è facile dimostrare che un’attività è abusiva: serve una prova della continuità di questo lavoro irregolare, al punto da renderlo effettivamente di carattere imprenditoriale. Il saltuario taglio dei capelli a domicilio, se fatto da un’amica, non può rappresentare una prova». Per questo la Finanza invita le associazioni di categoria e i singoli artigiani «a segnalare i casi che meritano il controllo, perché spie di un esercizio fuorilegge». Così Michela Fucile di Confartigianato: «Già lo facciamo e continueremo a farlo, consapevoli che non è facile scoprire chi si rende responsabile di queste irregolarità. Ma è ora di dire basta».l

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