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Pietrasanta, chiuso 10 giorni il circolo della rissa culminata nell’investimento

di Luca Basile
Pietrasanta, chiuso 10 giorni il circolo della rissa culminata nell’investimento

La questura: numerosi esposti per danneggiamenti e schiamazzi notturni

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PIETRASANTA. Sabato scorso la rissa sfociata nel dramma con una persona, investita da un’auto, finita in ospedale in prognosi riservata; nella giornata di ieri la decisione della Questura di Lucca di chiudere per 10 giorni il circolo dove si era innescata la lite fra più persone. Per una decisione che mette nel mirino l’attività del circolo Assi del quartiere Africa.

«A seguito dei fatti avvenuti la notte dello scorso 26 novembre, quando al culmine di una lite scaturita all’interno del noto circolo nel quartiere Africa un uomo è stato investito dall’auto guidata da un contendente, riportando gravi lesioni, il Questore di Lucca, ai sensi dell’art 100 del Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza, in ragione delle esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha adottato un provvedimento – si legge in una nota della Questura – che impone la chiusura del locale per un periodo di 10 giorni. Il circolo, infatti, è stato oggetto di numerosi esposti da parte della cittadinanza a causa di episodi di danneggiamenti e schiamazzi nelle ore notturne, fino al grave episodio di sabato scorso che ha determinato particolare allarme sociale».

La dinamica della rissa è ancora oggi al vaglio delle forze dell’ordine: sta di fatto che per quanto successo al 36enne, ricoverato in ospedale con lesioni e fratture agli arti inferiori e al bacino, è stato denunciato a piedi libero per lesioni gravi il 27enne che era alla guida dell’auto. «La sicurezza della nostra comunità non ammette deroghe: plaudo alla fermezza con cui la Questura ha risposto ai recenti fatti di cronaca che si sono verificati al quartiere Africa e ringrazio la Polizia di Stato e tutte le forze dell’ordine. Tuttavia, sono convinto che un lavoro ancora migliore possa essere svolto, in termini di prevenzione, quando si realizza il corretto circuito di comunicazione fra tutti i soggetti interessati alla tutela di un territorio e delle persone che lo frequentano» sono parole del sindaco Alberto Giovannetti che nei giorni scorsi aveva ribadito di non essere a conoscenza di esposti a firma di residenti del quartiere.

Da qui il richiamo del primo cittadino. «L’amministrazione comunale, nel caso specifico di quanto accaduto al quartiere Africa, non è mai stata coinvolta da nessuno. Se, da un lato, da parte delle forze dell’ordine destinatarie di esposti da parte dei cittadini, può esserci un’esigenza di riservatezza necessaria allo svolgimento delle indagini, dall’altro mi sento ancora di più nell’obbligo di sollecitare i residenti a segnalare, sempre e subito, situazioni di rischio. Alla polizia, ai carabinieri, al nostro comando di polizia locale e, anche in via informale, ai consiglieri comunali, agli assessori, fino al sottoscritto, in modo da metterci in condizione di conoscere il problema e offrire il nostro contributo alla sua migliore risoluzione».

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