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Ci sarà un ripetitore al lago di Porta. L’ira dei residenti: «Area protetta»
Sorpresa nel cantiere a Montiscendi: cittadini già mobilitati, il Pd protesta
PIETRASANTA. Il sipario sul cantiere si è alzato, improvvisamente, venerdì scorso: giusto il tempo per i residenti di zona di scoprire che fra quei terreni immersi nell’area del lago di Porta, dalle parti di Montiscendi, troverà a breve ospitalità un’antenna per la telefonia mobile. «Siamo amareggiati, ma anche pronti a dare battaglia in ogni sede: nessuno ci ha informato di questa antenna. Zero confronto, zero condivisione. Un modo di procedere inaccettabile. È questo il modo di rapportarsi del Comune con i suoi cittadini?», il punto di domanda che arriva da chi ha casa in questo scorcio di territorio dove vincoli e tutele sono agli atti.
Facciamo un passo indietro: Pietrasanta non ha un piano antenne. O meglio, nel 2014, mandato Lombardi, ne venne redatto uno. A cui non è stato dato seguito. Il piano antenne è uno strumento finalizzato alla corretta pianificazione urbanistica e alla minimizzazione dei valori di campo elettromagnetico delle stazioni radio base appunto per la telefonia mobile ubicate nel territorio comunale. Se non è presente, il posizionamento delle antenne segue un iter sicuramente meno complicato dal punto di vista dell’individuazione delle aree. «Cominciamo a dire che un’antenna all’interno del lago di Porta, zona definita di protezione speciale, è già qualcosa di anomalo e inaccettabile – fa sapere il segretario del Pd Rossano Forassiepi – Senza dimenticare che il terreno privato all’interno del quale verrà installata l’antenna si trova in un’area boschiva soggetta a vincolo paesaggistico. Questione superata solo con una relazione da parte di un agronomo. Serviva, invece, un serio confronto con cittadini e associazioni per valutarne la fattibilità, ma i cittadini hanno scoperto questo progetto solamente quando si è materializzato il cantiere. Un fatto gravissimo, a mio personale avviso, quello della mancata condivisione. L’amministrazione comunale – prosegue Forassiepi – è colpevole di non avere portato avanti il piano antenne. Inoltre, sempre l’amministrazione comunale, intesa come sindaco e giunta erano a conoscenza di questa installazione in area protetta e vicino a delle abitazioni? Se sì sono colpevoli di non avere impedito questa opera e di non aver coinvolto i cittadini, se non sapevano niente allora è grave perché vorrebbe dire mancanza di comunicazione tra uffici e amministratori, ma personalmente non credo che gli uffici non abbiano informato, a suo tempo, Giovannetti». L’autorizzazione, da parte dello sportello unico produttive del Comune è del 4 agosto scorso: un via libera che consente, normativa alla mano, «l’installazione – si legge – di un nuovo impianto di telecomunicazioni per telefonia mobile a servizio del gestore Iliad Italia spa, da realizzarsi su via del Lago. Questa autorizzazione è valida a condizione che vengano rispettate le indicazioni, le caratteristiche, le valutazioni e le dichiarazioni contenute nel progetto presentato e le prescrizioni contenute nel parere Arpat».
«Raccoglieremo firme, coinvolgeremo tutti gli enti e i soggetti interessati: siamo arrabbiati e preoccupati perché nessuno di noi – rilanciano i residenti – sa niente sulle possibili conseguenze di questi campi magnetici sulla salute».
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