Balneari di Pietrasnata, partita la corsa alla presidenza. Verona: «Posso candidarmi»
A fine settembre le elezioni: al voto oltre cento proprietari. La campagna di voto, di fatto, è già partita, anche se strategie e veti incrociati restano sottotraccia
Pietrasanta Cala il sipario sulla stagione balneare, ma dalle parti di Marina di Pietrasanta a tenere banco non sono i bilanci, ma le elezioni per il rinnovo delle cariche del Consorzio Mare Versilia. In sostanza gli oltre 100 concessionari saranno chiamati a indicare, a fine settembre, il presidente del prossimo triennio e il fermento, intorno alle candidature, è già a livello di guardia e questo perché, a quanto pare, stare al posto di guida di una categoria come quella dei balneari, sembra interessare più persone con gruppi di concessionari in contrapposizione, da tempo, fra loro.
La campagna di voto, di fatto, è già partita, anche se strategie e veti incrociati restano sottotraccia: il fatto certo è che non tutti, al momento, sembrano condividere una rielezione e di conseguenza un terzo mandato per l’attuale numero uno, Francesco Verona. Da qui le grandi manovre conseguenti che tirano in ballo anche alcuni politici locali.
«A dire il vero non ho ancora deciso se ricandidarmi o meno: vediamo, c’è ancora tempo per decidere. E poi, appunto, non dipende solo dal sottoscritto: bisogna capire la volontà di sostenermi da parte della maggioranza dei colleghi. Valuterò con serenità», spiega Verona che taglia corto su una sua presunta incandidabilità a norma di statuto. «Chi lo dice non afferma il vero: sono stato eletto due volte, perché nel 2015 subentrai a Daniele Mazzoni come facente funzioni e quindi, proprio statuto alla mano, posso propormi per un terzo mandato. Ma, ripeto, al momento non ho ancora deciso», conferma Verona.
La priorità della categoria, al netto del presidente da eleggere, resta ovviamente la questione aste. «Speriamo nel nuovo governo, ma è evidente che siamo preoccupati. Inutile in questo momento parlare di lavori da fare, piano degli arenili, stagione turistica da allungare: nessuno o quasi intende spendere denaro senza la certezza di avere un ritorno dall’investimento. Se la situazione non cambia fra poco più di un anno rischiamo infatti di vederci portare via il lavoro di una vita. La situazione è molto complicata», sottolinea Verona.
Così come preoccupano le tematiche ambientali. «I divieti di balneazione non devono esserci in una località turistica: dobbiamo lavorare per non ritrovarci in situazioni del genere – prosgeue Verona -, ne va di tutto il nostro sistema».
Nel frattempo, a metà settembre, molti stabilimenti balneari hanno però già tolto gran parte di tende e ombrelloni. «È stata una stagione importante, a livello di presenze, ma con l’inizio delle scuole la stagione è destinata a concludersi, fatta eccezione per i fine-settimana con il bel tempo dove a lavorare saranno i bagni con i ristoranti. Come detto non abbiamo le strutture adatte, ad oggi, per accogliere la clientela anche nelle giornate autunnali meno favorevoli: il piano degli arenili dovrebbe prevedere alcune misure proprio finalizzate alla destagionalizzazione. Ma in questo periodo, con la Bolkestein in arrivo, inutile pensare a progetti e investimenti». l
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