Italia
Al Bagno Acali una duna certificata dall’orto botanico dell’ateneo pisano
Raccoglie dieci specie tra cui il Giglio di mare: la creazione di questo piccolo ecosistema naturale si deve ai titolari dello stabilimento balneare
FORTE DEI MARMI. Al Forte dici dune e subito ti viene in mente quella splendida area fra il viale e la spiaggia libera di Vittoria Apuana, ma in tempi di Bolkestein incalzante e di preoccupazioni c'è anche chi da dieci anni lavora a una duna del tutto particolare, quella del Bagno Acali, che è stata realizzata e seguita niente meno che dagli esperti dell’Orto e Museo Botanico dell’Università di Pisa (istituzione che vanta ormai 500 anni di attività) e da loro catalogata. Insomma un’esperienza scientifica e non una banale decorazione. E in questi giorni a certificare questa splendida duna che propone in maniera rigorosa quello che era lo sviluppo naturale della flora sulla spiaggia primigenia della Versilia è uscita anche una pubblicazione dell’Orto Botanico pisano che ripercorre le tappe di vari progetti, tra cui questo del Bagno Acali.
E così, adesso, alle soglie dei suoi dieci anni, la duna del Bagno Acali, rappresenta un vanto proponendo oltre dieci specie tra cui il bellissimo Giglio di mare.
La creazione di questo piccolo ecosistema naturale si deve alla sensibilità di Michela Ugazzi e del marito Maurizio Lari che curano lo stabilimento balneare di famiglia ma anche alla bravura di vari esperti universitari tra cui la dottoressa Lucia Amadei dell’ateneo pisano, nata anch’essa all’ombra del Fortino.
«I titolari del Bagno – spiegano nel volume gli esperti dell’ateneo pisano – hanno da subito partecipato al progetto che prevedeva il ripristino della flora spontanea delle dune in un’area posta tra le cabine e l’area attrezzata con sdraio e ombrelloni».
Spazio – aggiungiamo noi – che solitamente viene invece occupato dalle verande o dalle tende. «Lo spazio era inizialmente piccolo, ma significativo – proseguono gli esperti – perché avrebbe potuto ben rappresentare un esempio di convivenza tra l’utilizzo turistico del territorio e la protezione della flora locale. «Nel 2013 – ricordano Michela e Maurizio – sono stati così rimossi gerani e altre piante che rappresentavano solo una macchia di colore, è stata aiutata la formazione dunale, e sono stati recuperati i sementi in accordo tra gli altri con il Parco di Migliarino San Rossore. La duna poco a poco si è formata, le piante hanno attecchito – continuato i titolari del Bagno Acali – e non è stata poi necessaria nessun’altra manutenzione. Il risultato però migliorava di anno in anno e alla fine abbiamo deciso di mettere dei cartelli esplicativi sulle diverse specie osservabili a beneficio dei passanti e dei clienti che via via sono diventati consapevoli e partecipi di questa operazione. E quest’anno, poi, è stata possibile perfino la raccolta di semi disponibili per chi ne farà richiesta. Certo fondamentale è stata la collaborazione con l’Orto Botanico dell’Università di Pisa perché altri hanno realizzato dune similari, ma senza quell’impronta di scientificità e rigore che le rende le autentiche testimoni di ciò che era l’arenile molto tempo prima di noi».
E in effetti questa duna che oggi è il vero perno del Bagno Acali, è un giardino naturale, in grado di automantenersi segnando il ritorno della flora locale che fin dall’antichità era presente in questi spazi, pronta a sfidare venti e intemperie estive e invernali con immutata bellezza.
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