Il Tirreno

Versilia

Pietrasanta

Ritrovano la bici del figlio morto che era stata rubata

Luca Basile
La bici di Yuri ritrovata in via del Serraglio dopo che era stata rubata al fratello Paolo
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La bici di Yuri ritrovata in via del Serraglio dopo che era stata rubata al fratello Paolo

Pietrasanta, la madre: grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato

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PIETRASANTA. Quella che vi andiamo a raccontare è una storia a lieto fine sia pure su uno sfondo triste e doloroso, come può essere quello legato alla morte di un ragazzo di 22 anni e mezzo, Yuri Dal Bo, scomparso due anni fa. Una storia che ha il suo incipit sabato scorso quando la bicicletta di Yuri viene rubata dalle parti di Tonfano, nei pressi dell’ufficio postale: una bici usata, come altre cose di Yuri, dal fratello Paolo. «La nostra famiglia – racconta mamma Daniela – ha sempre pensato e voluto che i vestiti e gli oggetti di Yuri continuassero a “circolare”, a vivere: non volevamo vederli chiusi in qualche stanza. E così mio marito Pietro ed io, insieme a nostro figlio Paolo, abbiamo donato le piccole grandi cose di Yuri tenendo, per noi, qualcosa come appunto la bici». Che qualche mano ignota ha però pensato di rubare non sapendo, ovviamente, di arrecare un dispiacere immenso alla famiglia Dal Bo.

«Sul momento ci siamo rimasti tutti ovviamente male: vederci privare, in quel modo, di un qualcosa di Yuri ci è sembrato insopportabile. Un attimo dopo, però, ci siamo messi in testa di fare il possibile per ritrovarla: appelli social, passaparola, una rete di amicizie fidate. È stato molto bello vedere così tante persone e, soprattutto, così tante mamme – sottolinea Daniela – impegnarsi. E così è arrivata una prima segnalazione della bici “avvistata” dalle parti della Traversagna e poi, finalmente, ieri mattina, ecco la chiamata giusta: la bici era stata appoggiata in via del Serraglio. È lì che alcune care persone l’hanno prima recuperata e poi portata nel loro giardino. Ed è sempre lì che siamo andati a recuperarla».

Una bici, quella di Yuri, ritrovata un po’ ammaccata, con una ruota che oscilla, qualche pezzo mancante, il parafango divelto: niente di irreparabile e poi, quello che più contava, era appunto ritrovarla. «Forse è stata presa a calci, non so, lasciamo stare. Non sono, ovviamente – continua mamma Daniela – le cose materiali a interessarci, ma pensare che quella bicicletta fosse in mani sbagliate ci faceva stare male. Detto questo ognuno di noi porta Yuri, ogni giorno, dentro il proprio cuore. E visto come si sono impegnate così tante persone in questi ultimi giorni, credo che siano in tanti a non averlo dimenticato. Li ringrazio e li abbraccio: per noi è molto importante».

Yuri Dal Bo aveva una grande passione: il basket. E gli amici, con cui si ritrovava a giocare al campetto dell’Africa, nei mesi scorsi hanno deciso di ricordarlo con poche ma sentite parole su una targa. Parole che resteranno impresse, per sempre, fra i due canestri e che vogliono testimoniare un affetto che va oltre il tempo che scorre. Quell’affetto e quella vicinanza che hanno accompagnato, sempre in queste ultime ore, la ricerca di una bicicletta che non poteva finire nelle mani sbagliate e che oggi è finalmente tornata a casa.

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