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«Vergogna, stai zitto». Al premio Rèpaci di Viareggio vincono Raimo e la contestazione a Mieli

Maria Cristina Ercini
«Vergogna, stai zitto». Al premio Rèpaci di Viareggio vincono Raimo e la contestazione a Mieli

Il presidente criticato dai familiari della vittime dopo le frasi su Moretti. Così quando ha chiesto il minuto di silenzio è partito il coro

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VIAREGGIO. L’apice della tensione - che per fortuna non ha avuto risvolti più gravi - si tocca quando Paolo Mieli, presidente del Premio letterario Rèpaci, dal palco di piazza Maria Luisa chiede un minuto di silenzio per le vittime della strage. I familiari, che sono fuori gridano: «Vergognati, vergognati, se stavi zitto prima era meglio». E ancora: «Di minuti di silenzio ne abbiamo fatti anche troppi».

Così, com’era nell’aria già da qualche giorno la serata è cominciata con la contestazione nei confronti del presidente del Premio colpevole di aver commentato, nel corso di una trasmissione di Radio 24, la notizia dell’accettazione, da parte dell’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, della prescrizione nel processo per la strage. Attimi di tensione - in piazza c’erano digos e carabinieri - che hanno fatto ritardare l’inizio della serata, in cui i contestatori muniti di due striscioni che ricordano le loro vittime. Mieli, da parte sua, ha incassato con diplomazia, rispondendo che «il silenzio serviva anche per ascoltare le loro parole di protesta».

La serata

Da qui in poi, sul palco allestito piazza Maria Luisa a ridosso dell’Hotel Principe di Piemonte (di cui ricorrono i 100 anni dalla costruzione) è andata in scena la serata finale della 93esima edizione del Premio letterario Viareggio - Rèpaci. L’evento è stato condotto dalla giornalista, per il secondo anno consecutivo, dalla giornalista Monica Giandotti insieme al presidente della giuria. Tra i primi a salire sul palco sono stati i premiati per la saggistica, il premio giornalismo, opera prima tutti nomi che già erano stati diramanti in precedenza. Sul palco del Premio Viareggio non si è parlato solo di letteratura anche di attualità. Fra gli ospiti della serata IWlodek Goldkorn (premio saggistica) ! con il quale il discorso non poteva che non scivolare sulla guerra in Ucraina. Molto interessante anche l’intervento di Silvia Sciorilli Borrelli (premio giornalismo) con la quale Miele ha parlato di Draghi. Simpatico e brillante la chiacchierata con Pietro Castellitto (premio Opeea prima): attore, regista sceneggiatore e figlio d’arte che ha come genitore Sergio e Margaret Mazzantini, fra i protagonisti anche la direttrice de La nazione Agnese Pini, oltre cheClaudio Damiani, Silvia Ronchey ed Enrico Terrironi. Ad aggiudicarsi il prestigioso primo premio della sezione della Narrativa) fra i tre finalisti: Veronica Raimo con "Niente di vero" (Einaudi) , Vanni Santoni con "La verità su tutto" (Mondadori) ed Elena Stancanelli con "Il tuffatore" (La Nave di Teseo) è stata Veronica Raimo.

Per il secondo anno consecutivo - è stato il commento del presidente Mieli - abbiamo premiato una donna. Lo scorso anno fu Edith Bruck che non aveva scelto bisogno di presentazioni. Quest’anno in modo quasi unanime abbiamo scelto quello bellissimo romanzo esilarante pieno di ironia ed autoironia. Un romanzo in cui non si parla ne di Covid ne di guerra ma che guarda al futuro ed ad una nuova vita». Niente di nuovo è un romanza che si rivolge ai lettori abituale ma anche ad un pubblico più giovane. Racconta di sesso, dei legami, delle perdite, del diventare grandi, e nella sua voce buffa, caustica, disincantata esplode il ritratto finalmente sincero e libero di una giovane donna di oggi. Niente di vero è la scommessa riuscita, rarissima, di curare le ferite ridendo. Un libro che come lo stesso Mieli ha conferma è perfetto per io Momento storico che stiamo vivendo in cui tutti abbiamo bisogno di guardare al futuro con occhi migliori.

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