Il Tirreno

Versilia

L’intervista

Guttman, si esalta per Pietrasanta in Concerto: «Amo la musica e questa città»

Luca Basile
Guttman, si esalta per Pietrasanta in Concerto: «Amo la musica e questa città»

Venerdì 22 luglio alle 20.30 nel chiostro di S.Agostino la star del violino Renaud Capuçon:  è diventata rassegna di riferimento su scala internazionale della musica classica e delle orchestre da camera

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PIETRASANTA. Nel breve volgere, si fa per dire, di 16 anni, ’Pietrasanta in Concerto’- con battesimo su palco in agenda questa sera, ore 20. 30 nel chiostro di S. Agostino con la star francese del violino Renaud Capuçon - è diventata rassegna di riferimento su scala internazionale della musica classica e delle orchestre da camera. Non proprio un dettaglio visto che il panorama, sempre internazionale, dei festival è di straordinario livello e altamente concorrenziale. Come ben sa Michael Guttman che di Pietrasanta in Concerto è anima e sostanza: organizza, dirige, accoglie i colleghi-musicisti, va alla ricerca di sponsor e a tempo, non perso, suona e interpreta perché è un violinista eccelso. «Amo questa città e questa terra. È qui che voglio vivere» il pensiero di Guttman supportato dal sodale, in chiave organizzativa, Piero Verona.

Il simbolo dell’edizione numero 16 è il violino: perché?

«Di certo non perché è lo strumento che suona il sottoscritto, non sono così di parte, ma perché lo ritengo una sorta di icona che si ritrova in ogni cultura ed è il vero simbolo della musica classica».

Icona che recita da protagonista anche nella mostra che si inaugura questo pomeriggio, nella Sala delle Grasce con una priorità ben precisa, Guttman, quale?

«Abbiamo chiesto a 15 artisti di "ripensare", a loro piacere, il violino: quelle in proposta sono 15 autentiche opere d’arte. Con il violino che diventa un messaggero di pace e solidarietà proprio perché le opere d’arte in questione, ad epilogo della mostra, saranno destinate alla vendita per raccogliere fondi a sostegno dei rifugiati ucraini ospitati dalla parrocchia di Sant’Antonio Abate di Ripa, guidata da don Roberto Buratti».

L’Ucraina che ha un ruolo importante in Pietrasanta in Concerto: come si fa a fare convivere sotto lo stesso cielo della Versilia, al tempo della guerra, musicisti russi e ucraini?

«Non puoi escludere amici e colleghi da una rassegna per il loro passaporto, ma puoi non invitare chi è legato in qualche modo al potere e alla politica di Putin. Ed è quello che abbiamo fatto. Ci sarà una serata dedicata a Odessa, la città da dove è partita la mia famiglia e dopo avere mostrato la nostra solidarietà nei confronti dei profughi di guerra l’inverno scorso con iniziative importanti, daremo il nostro benvenuto ad Alexey Botvinov, Pavel Vernikov e Aleksey Semenenko, tre grandi musicisti della città della musica per eccellenza».

Ha un criterio per scegliere il musicista da invitare alla rassegna?

«Non è sufficiente solo il talento, che ovviamente mai è in discussione a questi livelli: diciamo che serve anche un rapporto umano, che ci siano amicizia e stima. Per me sono requisiti molto importanti. Senza dimenticare che Pietrasanta è città molto conosciuta: chi viene a fare un concerto qui sa che partecipa a un festival importante in un contesto ambientale unico. Questa è una terra meravigliosa».

Dove, come da premessa, ha deciso di vivere, vero?

«Sì, ho comprato casa. Di fatto sono un pietrasantino di adozione. La Versilia, dal mare alle montagne, è unica».

Torniamo a Pietrasanta in Concerto: quali nomi ritroveremo sul palco?

«Una trentina di straordinari solisti, da Renaud Capuçon a Maxim Vengerov, da Salvatore Accardo e Laura Gorna, da Marc Bouchkov a Svetlana Makarova fino alla straordinaria Jing Zhao con il suo violoncello e al grande flautista Andrea Griminelli. Così come ospiteremo il Jerusalem International Chamber Music Festival e sempre Vengerov formerà insieme al formidabile Denis Kozhukhin un sodalizio di raro spessore».

Ma Pietrasanta in Concerto, per Michael Guttman è più un affare di cuore o economico?

«Di certo con questa rassegna non mi arricchisco, anzi è vero il contrario. Proprio per contenere le spese faccio un po’ tutto: organizzo, mi occupo della logistica, cerco gli sponsor, dirigo e ovviamente suono. Amo il mio lavoro, amo questa città e amo ancora questa rassegna: è veramente una questione di cuore per il sottoscritto, mi creda».

In piazza Duomo, il 26 luglio, andrà in scena una serata-dono per la città: chi sarà il protagonista?

«Il tango nelle sue diverse interpretazioni con i capolavori di Piazzolla interpretati da Ariel Eberstein (contrabbasso) Jing Zhao (violoncello) , Lysandre Donoso (bandoneon) , Ivo De Greef (pianoforte) con la partecipazione di alcuni ballerini di tango direttamente dall’Argentina. Sarà una serata molto bella e molto, spero, partecipata e non perché gratuita, ma perché il tango e la musica vanno oltre ogni steccato. La forza della musica è la condivisione».

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