Il Tirreno

Versilia

La polemica

Strage, Del Ghingaro contestato durante il corteo per l'anniversario. I familairi : «La difesa è paradossale»

Strage, Del Ghingaro contestato durante il corteo per l'anniversario. I familairi : «La difesa è paradossale»

Restano distanti le posizioni tra i familiari delle vittime della strage ferroviaria e l’Amministrazione comunale dopo l’uscita di quest’ultima come parte civile dal processo

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Restano distanti le posizioni tra i familiari delle vittime della strage ferroviaria e l’Amministrazione comunale dopo l’uscita di quest’ultima come parte civile dal processo.

L’associazione Il mondo che vorrei, che raccoglie i familiari delle vittime, risponde alla presa di posizione del consigliere comunale Gabriele Tomei che lunedì, prima dell’inizio della seduta del consiglio comunale, ha stigmatizzato le contestazioni inviate all’indirizzo del sindaco Giorgio Del Ghingaro durante il corteo per la tredicesima commemorazione della strage, da alcuni partecipanti che erano tra la folla; secondo Tomei, che è anche presidente della commissione consiliare Tavolo della Memoria, quelle contestazioni sono state «Un’offesa alla città intera».

I familiari delle vittime rispondono rivolgendosi direttamente all’Amministrazione comunale. «È paradossale – dicono – che abbiate aperto un Tavolo sulla Memoria e vi siate dimenticati di farlo funzionare». «Così come è paradossale – proseguono – che nell’ultimo consiglio comunale abbiate sottolineato che una città è stata offesa: vi siete nuovamente dimenticati che la città di Viareggio e le 32 vittime sono state barbaramente offese dal signor Del Ghingaro che ha scelto di accettare i soldi e ritirarsi come parte civile, schierandosi e schierando di fatto tutti voi con chi quella strage l’ha provocata, con chi è stato ritenuto responsabile, da quattro gradi di giudizio, di aver bruciato vive 32 persone».

Questa volta c’è grande amarezza nelle parole di chi fa parte dell’associazione Il mondo che vorrei: «Da sette anni abbiamo e provato riprovato a dialogare – dicono – Ci avete fatto sentire e ci avete detto che eravamo sbagliati, ingombranti, rompi… E, nonostante tutto, ci siamo spesi per il dialogo».

Poi, ancora: «Ai consiglieri comunali che si sono dimenticati di questo e di ciò che ha subito questa città il 29 giugno 2009 e in tutti questi 13 anni diciamo che: la memoria e ciò che ci permette di migliorare per non commettere gli stessi errori. Se volete tornare a dialogare – concludono – noi siamo disponibili, prima pero fate un gesto vero di memoria e di rispetto per le 32 vittime e per la città: dimettetevi, altrimenti smettete di prendere per i fondelli noi e la città. Continuate a fare quello che avete sempre fatto: niente».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa