Il Tirreno

Versilia

«Ha il bancomat in scadenza» e spariscono 24mila euro

«Ha il bancomat in scadenza» e spariscono 24mila euro

La nuova frode che ha colpito alcuni clienti di Poste, convinti dai truffatori a fornire il loro Pin per poter attivare la nuova carta (mai arrivata)

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Viareggio In questi ultimi giorni tante persone si sono rivolte allo sportello della Confconsumatori di Massa-Carrara e di Forte dei Marmi, gestito per conto del Comune di Forte, per chiedere di essere assistite di fronte ad una recentissima truffa avente ad oggetto le carte bancomat Bancoposta.
La loro storia presenta in tutti i casi la stessa fattispecie e purtroppo la stessa amara conclusione: il vedersi sottrarre dal proprio conto corrente ingenti somme. Si va da importi per operazioni da 1500-2000 euro ciascuna fino ad arrivare ai casi più clamorosi di svuotamento vero e proprio del conto corrente per somme superiori a 20mila euro.
Il caso più grave
L’avvocato Francesca Galloni racconta il caso più grave ed emblematico, ricordando come gli accadimenti raccontati siano i medesimi per tutti i malcapitati: «Un anziano cittadino che aveva il proprio bancomat prossimo alla scadenza era stato contattato sul suo numero di rete fissa, che peraltro non è neppure presente nell’elenco telefonico, da una persona qualificatasi come incaricato del Servizio Antifrode delle Poste Italiane addetto alla gestione delle carte di pagamento. Questa persona era in possesso di tutti i dati personali dell’utente e lo informava che a breve avrebbe ricevuto il nuovo bancomat: per attivarlo avrebbe dovuto comunicarle il pin della carta in scadenza».
L’utente, «non dubitando delle circostanze in quanto veritiere, e rassicurato dal fatto che il suo interlocutore fosse a conoscenza di tutti suoi dati sensibili confidando nel fatto che fosse effettivamente un incaricato delle Poste, gli comunicava il pin».
A distanza di circa una settimana in occasione di un prelievo con il proprio bancomat a uno sportello delle Poste scopriva che l’operazione non era ammessa. L’indomani quindi si recava presso l’ufficio postale e scopriva che sul suo conto corrente erano state effettuate ben cinque operazioni fraudolente per un totale di oltre 24.000 euro: «l’addetto gli riferì che quelle movimentazioni erano state eseguite con il nuovo bancomat, mai consegnato al signore ma che era evidentemente entrato inspiegabilmente in possesso di ignoti».
Le operazioni oggetto della truffa e disconosciute dal cittadino riguardavano un postagiro dal suo conto a favore di una sconosciuta, oltre a prelievi presso sportello Atm e pagamenti con il Pos. «Ricordiamo che il bancomat è sempre rimasto nella esclusiva disponibilità dell’uomo, che ha bloccato tutto e sporto denuncia».
La Confconsumatori ha provveduto subito ad effettuare il reclamo a Poste contestando «la grave responsabilità e negligenza nella causazione dei fatti per diversi profili: in primo luogo, in palese violazione delle comuni regole di diligenza, avere consentito che terze persone entrassero in possesso dei dati personali sensibili del signore consentendo ad ignoti di poterlo contattare direttamente, peraltro ad una numerazione non presente sui pubblici elenchi telefonici, inducendolo così a ritenere che il suo interlocutore fosse effettivamente un addetto delle Poste; secondariamente sussiste una grave violazione dell’obbligo di custodire diligentemente la nuova carta bancomat del cliente con la quale ignoti hanno potuto realizzare tali operazioni, carta che non gli è mai stata recapitata ed è anzi entrata nella disponibilità di ignoti ; fatto ancora più grave, con il bancomat fraudolentemente sottratto avete consentito che venisse effettuata l’operazione di postagiro dell’importo di 24.000 euro presso un ufficio postale senza neppure provvedere ai controlli del caso e senza verificare l’identità del soggetto che ha posto in esser tale operazione di ingente importo; proprio la notevole entità dell’operazione, avrebbe dovuto far scattare sospetti e i controlli di legge anche tenuto conto che il signore non ha mai in passato effettuato movimentazioni così elevate».
Gli altri casi
È bene quindi mettere in allerta persone che si possono trovare nella stessa situazione.
Il caso riguarda infatti i possessori di bancomat delle Poste Italiane, titolari di conto corrente e bancomat prossimi alla scadenza. Nei casi delle truffe segnalate, raggiunte telefonicamente da un presunto addetto di Poste Italiane, le vittime, non avendo motivo di dubitare della veridicità di quanto riferito, aderivano alla richiesta di dare il Pin «anche perché appunto la persona era a conoscenza di tutti i dati sensibili degli stessi, coperti da privacy e a conoscenza solo di Poste Italiane, e confidando che nulla poteva accadere in quanto la carta bancomat era nel loro esclusivo possesso e disponibilità». aderivano alla richiesta.
A seguito poi dell’utilizzo successivo del bancomat scoprivano che non vi erano più somme nel proprio conto corrente, di fatto letteralmente svuotato. E all’ufficio postale di riferimento dove si accorgevano che erano stati effettuati da terzi prelievi tramite bancomat Atm o bonifici effettuati dal loro conto, con importi anche di oltre 4.000 euro ciascuno.
Consigli utili
Chi è in possesso di un bancomat postale in scadenza e viene raggiunto da telefonate o sms non comunichi mai i propri dati personali e soprattutto il codice Pin a nessuno e si rechi subito all’ufficio postale per denunciare l’accaduto.
È bene controllare periodicamente il conto corrente postale e i movimenti della carta bancomat, e in caso di sospetto bloccarla subito facendo denuncia alle autorità competenti e reclamo a Poste.
L’avvocato consiglia di «rivolgersi ad una associazione a tutela dei consumatori e a non fare i reclami che Poste propongono di fare sui loro moduli prestampati perché per il prosieguo delle attività da farsi spesso è necessario avere inviato un formale reclamo». La Confconsumatori si è già attivata presentando i reclami e i primi ricorsi presso Arbitrato Bancario e Finanziario o Autorità Giudiziaria ritenendo che la responsabilità questi episodi che vedono sottratti dai conti correnti di ignari risparmiatori ingentissime somme «sia ascrivibile alla responsabilità esclusiva di Poste Italiane la quale si limita a rispondere che le operazioni risultano effettuate con i bancomat e non presentano anomalie».
Spiega Galloni, che si sta occupando dei casi citati: «Si tratta di casi gravissimi dove a nostro parere vi è una grave responsabilità e negligenza perché è stato consentito che terze persone entrassero in possesso dei dati personali sensibili dei correntisti di Poste consentendo ad ignoti di poter contattare direttamente le persone inducendoli così in errore. È un fatto che evidentemente i nuovi bancomat sono entrati nel possesso di terze persone che con le stesse hanno potuto compiere le operazioni fraudolente e infine è un fatto che le singole operazioni effettuate sono di importi elevati con i mancati controlli dovuti e richiesti ex lege».
Dove rivolgersi
Il Comune di Forte dei Marmi e Confconsumatori hanno aperto in via Achille Franceschi 9 C uno sportello informativo del nuovo servizio, curato dall’avvocato Francesca Galloni. Orari: martedì 15, 30-18, 30 e giovedì 9-12. Indirizzo email: sportelloconsumatore@comunefdm. it) , tel. 327 4049091 (attivo nell’orario di apertura dello sportello) .
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