Il Tirreno

Versilia

Dal Cardoso fino alla Pania a raccogliere la neve d’estate: la rievocazione storica in onda su Geo&Geo

Tiziano Baldi Galleni
Il gruppo di Cardoso insieme alla troupe di Geo&Geo durante la rievocazione storica degli “Uomini della Neve”
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Il gruppo di Cardoso insieme alla troupe di Geo&Geo durante la rievocazione storica degli “Uomini della Neve”

Una troupe televisiva ha seguito passo passo l’escursione del gruppo: la trasmissione condotta da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi sulla Rai.

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STAZZEMA. La rievocazione storica degli “Uomini della Neve” finirà in un documentario su Geo&Geo, la trasmissione condotta da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi sulla Rai. Una troupe televisiva ha seguito passo passo l’escursione del gruppo di Cardoso che, domenica 5 giugno, in concomitanza con la festa di San Leonardo, si è recato sul Monte Pania dove (tuttora) è possibile trovare neve ghiacciata.

Quattro ore di cammino all’andata e quattro al ritorno. Partenza da e ritorno a Cardoso. Un dislivello di quasi mille e 600 metri, passando per la Fania, la maestosa foce di Valli e poi dal monte Forato. Un percorso che anche i cinque della troupe hanno affrontato per riprendere con immagini straordinarie la tradizione riscoperta dagli “Uomini della Neve”. C’erano il regista Guido Berti, l’autore Dario Folchi, con un operatore, un cameramen e un esperto di droni.

«Si sono fermati dal lunedì al sabato – racconta Francesco Felici – e li abbiamo ospitati perché potessero sentirsi inseriti nel nostro contesto paesano. Questa tradizione caratterizza il nostro territorio perché è l’unica in Italia». Al ritorno, alla chiesa di San Leonardo, con la neve ghiacciata è stato preparato il gelato con macchine a manovella dei primi del ’900. «Una volta tagliata, ed estratta a blocchi, la neve viene messa in sacche negli zaini», prosegue Felici.

Il 5 giugno erano presenti 15 persone, che hanno portato a valle 150 chili di neve. «Una notte abbiamo fatto dormire la troupe al rifugio Uoei alla Fania – conclude Felici – è bello che questa antica usanza vada sulla tv nazionale in un documentario di mezz’ora, compreso il momento in cui abbiamo suonato i corni di conchiglia, come si faceva un tempo per avvisare del maltempo». 
 

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