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Versilia

Strage di Viareggio, la difesa di Fs: «Velocità da ridurre? Impossibile valutare come e dove»

Donatella Francesconi
Strage di Viareggio, la difesa di Fs: «Velocità da ridurre? Impossibile valutare come e dove»

La tesi dell’avvocato Masucci: «I deragliamenti avvengono anche se i treni vanno piano. Unica cautela sarebbe vietare in toto la circolazione ferroviaria»

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VIAREGGIO. Parla a lungo l’avvocato Massimiliano Masucci (Foro di Roma, professore di diritto penale internazionale all’università Roma Tre) nel difendere la posizione di Ferrovie dello Stato chiamate in causa come responsabile civile nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio, 29 giugno 2009, 32 morti e oltre cento feriti anche gravissimi in seguito al deragliamento di un treno carico di Gpl.

Quelle Ferrovie che tredici anni fa erano “governate” dall’amministratore delegato Mauro Moretti, condannato a 7 anni di carcere dalla Corte d’Appello di Firenze (sezione terza penale), e difeso oggi dall’avvocato Ambra Giovene (Foro di Roma) che prenderà la parola giovedì prossimo nell’aula del Palazzo di Giustizia di Firenze dove si tiene il processo d’appello-bis disposto dalla Corte di Cassazione (quarta sezione penale). Di fronte ai giudici della prima sezione penale della Corte d’Appello toscana che oggi hanno in mano l’onere del giudizio aggiuntivo richiesto dalla Suprema Corte, Masucci molto si è addentrato nei meandri giuridici e in quelli relativi alla tracciabilità dei rotabili che, all’epoca, Trenitalia affittava all’estero per adibirli al trasporto di merci pericolose.

Il legale ha poi toccato solo brevemente il tema della velocità, sul quale la Cassazione ha chiesto un approfondimento in merito alle responsabilità di Moretti e Michele Mario Elia, che era amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, gestore dell’infrastruttura. È molto probabile che sul tema si dilunghi, invece, l’avvocato Giovene, nella prossima udienza che chiude le arringhe dei difensori.

Ma quello che ha detto l’avvocato Masucci è molto interessante anche per l’attualità del sistema Ferrovie che è – a pieno titolo – un impianto industriale con tutti i doveri relativi in materia di sicurezza. «Non sappiamo cosa ha forato la cisterna e quindi non siamo in grado di valutare in concreto nessuna valenza impeditiva di nessuna velocità ridotta», sono state le parole di Masucci. E per Ferrovie, dunque, finisce qui. Senza un’azione, un’ulteriore domanda sulle possibili conseguenze del ripetersi di un evento simile a quello accaduto a Viareggio 13 anni fa. Eppure, i giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Firenze (presidente Paola Masi con i colleghi Anna Favi e Giovanni Perini) erano stati netti: «Deve ritenersi dimostrato, con una probabilità logica prossima alla certezza, che una velocità minore del treno all’ingresso nell’area della stazione di Viareggio avrebbe evitato non lo svio, ma forse il ribaltamento della cisterna e sicuramente la sua rottura».

Masucci non è affatto convinto: «La riduzione di velocità dovrebbe evitare innanzitutto lo svio che, però, può verificarsi anche a velocità ridottissime. Unica cautela sarebbe vietare in toto la circolazione ferroviaria». Ma il deragliamento del treno Alta velocità sui binari di Roma, lo scorso fine settimana, dice esattamente il contrario: «Per fortuna il treno andava piano», hanno dichiarato i passeggeri spaventati, fatti scendere in galleria e assistiti passo passo dai vigili del fuoco. Ma quel convoglio andava piano – così le prime informazioni – perché il giorno prima il treno diagnostico aveva rilevato una anomalia lungo quei binari ed era stato disposto un limite d velocità. Ridurre le tragedie abbassando la velocità, dunque, è possibile anche in casa Fs. Eppure Masucci va giù duro: «La cautela relativa alla velocità dei treni merci trasportanti sostanze pericolose si deve applicare su tutta la rete nazionale e in ogni omento, allora, e non su tratti densamente abitati che nessuno conosce. Come si stabilisce la cautela? Nell’esperienza c’è una risposta? Ci dice l’esperienza quando un tratto è densamente abitato e quando no? La norma esperenziale si imporrà solo se provata al 200%».

Un’affermazione che mette i brividi: non è che saranno necessari 200 deragliamenti per prendere un qualche provvedimento? l

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