Verso le elezioni, Murzi: «Con me Forte dei Marmi sarà sempre più vivibile»
Il candidato di Noi del Forte rivendica il lavoro fatto negli ultimi cinque anni e indica come priorità le case popolari e il bando per realizzare la nuova scuola
FORTE DEI MARMI. Una Forte dei Marmi sempre più ecologica e vivibile. Questo l’obiettivo di Bruno Murzi, che col supporto della lista Noi del Forte si ripropone alla guida del Comune per completare il lavoro fatto in questi cinque anni. Ripartendo dalle case popolari e dalla scuola. «Il primo impegno di spesa della prossima giunta sarà per le case popolari – spiega – penseremo al loro decoro e al loro efficientamento. Mentre l’obiettivo prioritario dei primi cento giorni sarà avviare il bando per la realizzazione della nuova scuola».
Chi nominerà come vicesindaco e assessori?
«Ce lo diranno gli elettori. E comunque alcuni ruoli saranno dettati dal rapporto fiduciario».
Per chi ha votato alle ultime elezioni politiche?
«Per chi ha offerto il programma migliore».
Per chi voterà alle prossime?
«Per chi offrirà il miglior programma per il potenziamento del Paese e il rafforzamento dell'Europa».
Il nuovo Piano operativo getta le basi per ridisegnare il Comune dal punto di vista urbanistico. Che Forte dei Marmi sarà quella del 2027?
«Sarà una Forte dei Marmi ecologica e vivibile, dove soprattutto sarà possibile riqualificare l'esistente».
Il valore immobiliare cittadino è salito alle stelle: per i giovani in cerca di una casa o per chi non ne possiede affatto questo allontana ogni ragionevole prospettiva di poter restare al Forte. Come scongiurare questo rischio?
«Abbiamo già fatto molto per aiutare le persone in difficoltà anche rinunciando a una parte consistente dell'indennità di amministratori. Il sociale rappresenta e rappresenterà un capitolo importante per il Comune in cinque anni, parliamo di oltre un milione. Oltre a questo avvieremo un piano per convertire immobili pubblici in abitazioni per giovani coppie e spazi pubblici per il lavoro dei giovani liberi professionisti».
Cosa fare per la ricettività turistica?
«Il futuro della ricettività alberghiera è legato a doppio filo ai servizi offerti al turista: quelli che potrà e dovrà offrire l'impresa alberghiera. E infatti proprio nel piano operativo abbiamo pensato agli alberghi dandogli la possibilità di migliorare le loro strutture. E poi contano i servizi che può offrire il Comune in termini di sicurezza, facilità di spostamento, decoro e, non ultimo, ora che il covid sta diminuendo, sarà ampliata l'offerta culturale e di intrattenimento di qualità».
Come può il Comune favorire negozi artigianali e di prossimità?
«Aiutare i negozi di vicinato riducendo le tassazioni comunali, anche se è difficile contrastare l’economia di mercato. Creare un regolamento che eviti le aperture temporanee e, come già abbiamo fatto, impedire la trasformazione di civili abitazioni in negozi».
A due passi dal Forte c’è Cava Fornace, qual è la sua posizione rispetto a questo sito?
«Sono per la chiusura e il recupero ambientale del sito. Senza se e senza ma».
C’è secondo lei un problema sicurezza al Forte?
«A Forte dei Marmi c'è una sicurezza reale e percepita buona, non è possibile controllare gli spot di criminalità, quello che possiamo fare è usare la tecnologia che abbiamo a disposizione e possiamo ottenere lo status di città balneare in modo da poter incrementare il numero di vigli urbani utilizzando anche i proventi della tassa di soggiorno e poi fare pressione sul ministero dell'Interno affinché ci diano più forze dell’ordine».
Abusivismo commerciale: ritiene che il fenomeno sia sotto controllo o c’è ancora da fare per risolvere il problema?
«L'abusivismo commerciale dovrebbe essere combattuto alla fonte colpendo chi produce e distribuisce massivamente merci contraffatte e illegali. Purtroppo lo Stato non ha creato misure efficaci di contenimento del fenomeno e ha lasciato sule spalle dei comuni tutto il carico delle azioni di contrasto. Abbiamo fatto molto ma il fenomeno non sparirà mai del tutto se non con un'azione congiunta di tutti gli attori istituzionali».
Cinque anni fa uno dei temi più caldi della campagna elettorale era l’utilizzo di Palazzo Quartieri. Qual è il suo progetto in proposito?
«Casa della cultura, spazi museali oltre la biblioteca che già lo è. Abbiamo dato un incarico per lo studio delle problematiche antisismiche e se eletti ristruttureremo il Palazzo e per il suo utilizzo seguiremo le indicazioni emerse dal percorso partecipato che abbiamo già effettuato».
Come farà il Comune a gestire le aste dei bagni?
«La domanda la vorrei fare io: dopo anni di irresponsabile tentennamento, dopo aver messo un settore dell'economia in ginocchio con famiglie e lavoratori che rischiano il posto, sarà “lo Stato” finalmente in grado di darci regole chiare, strumenti efficaci per gestire la problematica oltre a indicare salvaguardie per le famiglie e le imprese concessionarie evitando loro di finire sul lastrico avvantaggiando pochi grandi colossi della finanza magari stranieri? Attendiamo i decreti attuativi... È comunque una sconfitta della politica nazionale che non è stata capace di trovare una soluzione al problema». l
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