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Versilia

Tallio nelle acque a Pietrasanta, assolti i due imputati. Il comitato: «È un errore»

Luca Basile
Tallio nelle acque a Pietrasanta, assolti i due imputati. Il comitato: «È un errore»

Dopo sette anni e mezzo di attesa e sei anni di dibattimenti cala il sipario sul processo. « Leggeremo insieme agli avvocati per poi fare valutazioni più approfondite»

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PIETRASANTA. Assolti con formula piena su entrambi i casi di imputazione. Dopo sette anni e mezzo di attesa e sei anni di dibattimenti cala il sipario sul processo tallio che nell’ottobre 2014 deflagrò nelle acque di Valdicastello, prima e di Pietrasanta poi: la sentenza pronunciata ieri mattina a Lucca dal collegio giudicante presieduto da Gerardo Boragine certifica, dunque, l’assoluzione per Francesco Di Martino (Gaia) e Ida Aragona (Asl) dall’accusa di avvelenamento colposo della acque destinate al consumo umano e dall’omissione di atti d’ufficio. Ipotesi di reato, quest’ultima per cui invece il Pm Lucia Rugani chiese la condanna a quattro mesi di Aragona.

«Siamo soddisfatti dell’esito che ripaga l’impegno che abbiamo dovuto dedicare a questa complessa vicenda – commenta l’avvocato Sandro Guerra, legale di Aragona – Resta l’amarezza di avere dovuto attendere quasi otto anni: probabilmente una consulenza tecnica in fase di indagini avrebbe evitato agli imputati questa sofferenza». Di Martino è stato difeso invece da Enrico Marzaduri.

Di tutt’altro tenore il pensiero dell’avvocato Luca Nannizzi, che in questi anni di udienze – alla pari dei colleghi Letizia Bertolucci, Gabriele Dalle Luche, Damiano Pucci, Andrea Giannecchini – ha portato avanti le richieste dei cittadini e dei comitati supportando le tesi dell’accusa. «Il mio è un commento fatto a nome anche degli altri avvocati – dice – Ci riserviamo ogni valutazione al momento della lettura delle motivazioni della sentenza (attesa fra 90 giorni, ndr). Quello che possiamo dire in questo momento è che, rispetto all’omissione, il fatto che il collegio abbia assolto Aragona, in quanto il fatto non costituisce reato, lascia intendere che comunque sempre ad Aragona spettasse il controllo dell’acqua e che quindi già nel 2013 dovesse attivarsi. Manca però il dolo da parte sempre di Aragona e quindi non ci può essere reato». «E per l’avvelenamento – aggiunge Nannizzi – il collegio giudicante, evidentemente, non ha ritenuto meritevole di accoglimento la nostra tesi sulla pericolosità per la salute umana del tallio distribuito nelle acque di Valdicastello, Pollino e Pietrasanta. Se pensiamo a fare ricorso in appello? Con la vicinanza della prescrizione – a luglio – riteniamo questa ipotesi improbabile. La lettura delle motivazioni della sentenza potrebbero però fornire idonei presupposti per richieste risarcitorie in sede civile».

Lapidario il commento di Luigi Pelliccioni, presidente del Comitato Tallio Valdicastello. Questa sentenza, a nostro avviso, è un gravissimo errore e rappresenta un pesante precedente. Altro, in questo momento, non vogliamo dire. Leggeremo insieme agli avvocati, che ringraziamo alla pari degli studiosi e dei periti intervenuti , per poi fare valutazioni più approfondite sulla questione tallio e sulla sentenza».
 

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