«Abbiamo sospeso la sua utenza». In Versilia torna la truffa con il falso sms
Il tentativo con una nostra lettrice è andato a vuoto: «Insospettita dagli errori grammaticali». Anche se il messaggio-trappola sembra provenire da Poste
VIAREGGIO. Ci risiamo: torna a colpire – o quantomeno a minacciare i conti correnti dei viareggini – la truffa del falso sms delle Poste, che arriva sul telefonino inserita esattamente nella chat fra Poste Italiane (ovviamente all’oscuro della cosa) e il cliente. C’era stata un’ondata di attacchi di questo tipo nell’ultima decade del gennaio scorso, ed eravamo tornati ad occuparcene nelle settimane successive su queste colonne, poi sembrava che i truffatori avessero abbandonato il campo. E invece non è stato così, come ci conferma una lettrice che ci ha inviato lo screenshot dell’ultimo tentativo, come vedete in questa stessa pagina. Il messaggio a cui ci riferiamo non è quello in alto, che è “genuino”, ovvero proveniente davvero da Poste e relativo a un accesso con lo Spid per il pagamento del bollo auto nei giorni precedenti, ma quello in basso: “Abbiamo sospeso temporaneamente la sua utenza Postale si prega di compilare il seguente modulo anagrafico per riattivarla”, recita, e sotto viene riportato un link apparentemente riconducibile alle Poste. «Ho cliccato sul link – racconta la lettrice – e questo portava a una pagina che sembrava quella di Poste e conteneva un modulo da compilare. Ma proprio allora mi è venuto in mente, per fortuna, che il messaggio contenuto nell’sms era un po’ sgrammaticato, avevo letto tempo fa sul giornale della truffa e mi sono insospettito».
Fortunatamente, quindi, la donna viareggino non ha fornito i propri dati bancari ai truffatori, che li avrebbero potuti usare per svuotarle il conto. Difendersi da questo tentativo di frode in realtà è facile: basta stare sempre in guardia prestando attenzione agli avvisi ufficiali. Leggiamo su www.poste.it (il sito vero cioè, non un sito clone) : «Poste Italiane Spa e PostePay Spa hanno a cuore la tua sicurezza. Per questo, insieme alla nostra esperienza, ti offriamo queste poche e semplici regole: non chiedono mai di fornire i tuoi dati e codici personali, i dati delle carte di pagamento (ad esempio il numero di carta Postepay, data di scadenza, codice di verifica CVV2, CVC2) o i codici di sicurezza (ad esempio il PIN o la password) in nessuna modalità e per nessuna finalità. Ricorda che anche il numero di cellulare è un’informazione personale da tenere sempre protetta».
Obiettivamente però il pericolo di cascarci è molto reale, proprio perché il messaggio-trappola sembra provenire da Poste (e lo stesso discorso vale per diverse banche) e talvolta arriva proprio mentre stiamo dialogando via chat con l’interlocutore “genuino”. Questa tecnica si chiama sms spoofing ed è un meccanismo, come ricorda ilsoftware. it, che permette agli aggressori di modificare il mittente del messaggio per indurre l’utente a ritenere che provenga da un contatto fidato, o sia una comunicazione trasmessa da un’azienda attiva su scala nazionale o internazionale.
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