Il Tirreno

Versilia

«Abbiamo sospeso la sua utenza». In Versilia torna la truffa con il falso sms

Antonio Scuglia
«Abbiamo sospeso la sua utenza». In Versilia torna la truffa con il falso sms

Il tentativo con una nostra lettrice è andato a vuoto: «Insospettita dagli errori grammaticali». Anche se il messaggio-trappola sembra provenire da Poste

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VIAREGGIO. Ci risiamo: torna a colpire – o quantomeno a minacciare i conti correnti dei viareggini – la truffa del falso sms delle Poste, che arriva sul telefonino inserita esattamente nella chat fra Poste Italiane (ovviamente all’oscuro della cosa) e il cliente. C’era stata un’ondata di attacchi di questo tipo nell’ultima decade del gennaio scorso, ed eravamo tornati ad occuparcene nelle settimane successive su queste colonne, poi sembrava che i truffatori avessero abbandonato il campo. E invece non è stato così, come ci conferma una lettrice che ci ha inviato lo screenshot dell’ultimo tentativo, come vedete in questa stessa pagina. Il messaggio a cui ci riferiamo non è quello in alto, che è “genuino”, ovvero proveniente davvero da Poste e relativo a un accesso con lo Spid per il pagamento del bollo auto nei giorni precedenti, ma quello in basso: “Abbiamo sospeso temporaneamente la sua utenza Postale si prega di compilare il seguente modulo anagrafico per riattivarla”, recita, e sotto viene riportato un link apparentemente riconducibile alle Poste. «Ho cliccato sul link – racconta la lettrice – e questo portava a una pagina che sembrava quella di Poste e conteneva un modulo da compilare. Ma proprio allora mi è venuto in mente, per fortuna, che il messaggio contenuto nell’sms era un po’ sgrammaticato, avevo letto tempo fa sul giornale della truffa e mi sono insospettito».


Fortunatamente, quindi, la donna viareggino non ha fornito i propri dati bancari ai truffatori, che li avrebbero potuti usare per svuotarle il conto. Difendersi da questo tentativo di frode in realtà è facile: basta stare sempre in guardia prestando attenzione agli avvisi ufficiali. Leggiamo su www.poste.it (il sito vero cioè, non un sito clone) : «Poste Italiane Spa e PostePay Spa hanno a cuore la tua sicurezza. Per questo, insieme alla nostra esperienza, ti offriamo queste poche e semplici regole: non chiedono mai di fornire i tuoi dati e codici personali, i dati delle carte di pagamento (ad esempio il numero di carta Postepay, data di scadenza, codice di verifica CVV2, CVC2) o i codici di sicurezza (ad esempio il PIN o la password) in nessuna modalità e per nessuna finalità. Ricorda che anche il numero di cellulare è un’informazione personale da tenere sempre protetta».

Obiettivamente però il pericolo di cascarci è molto reale, proprio perché il messaggio-trappola sembra provenire da Poste (e lo stesso discorso vale per diverse banche) e talvolta arriva proprio mentre stiamo dialogando via chat con l’interlocutore “genuino”. Questa tecnica si chiama sms spoofing ed è un meccanismo, come ricorda ilsoftware. it, che permette agli aggressori di modificare il mittente del messaggio per indurre l’utente a ritenere che provenga da un contatto fidato, o sia una comunicazione trasmessa da un’azienda attiva su scala nazionale o internazionale.

 

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