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Versilia

In Versilia una Pasqua da tutto esaurito in hotel e ristoranti: «Mai così tanta gente»

Federico Lazzotti
In Versilia una Pasqua da tutto esaurito in hotel e ristoranti: «Mai così tanta gente»

Da Viareggio a Forte, da Pietrasanta a Lido un fine settimana da record. «Dopo due anni di pandemia tanta voglia di divertirsi, è stato un successo»

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Viareggio. L’estate addosso ancora no. Ma il ponte di Pasqua, in Versilia, è stato qualcosa di molto vicino – numericamente – alle presenze di luglio e agosto: hotel e campeggi pieni, ristoranti stracolmi che a fatica sono riusciti a soddisfare le richieste dei clienti. Colpaccio anche per gli stabilimenti balneari – e sono stati molti – che hanno avuto l’intuizione di aprire tra venerdì e sabato facendosi trovare pronti nel momento dell’arrivo dei turisti. E poi bar, negozi, servizi di ogni genere presi d’assalto. Perché quando il turista arriva con questi numeri è ovvio che a caduta ci guadagna tutto il sistema accoglienza. Le prove? Guardate alcune delle foto che pubblichiamo in questa pagina: dalla Paseggiata alla pineta di Viareggio, il lungomare di Forte, il pontile a Lido e Marina di Pietrasanta, tra Pasqua e Pasquetta è stato un brulicare di gente. «È la rivincita della Versilia», dicono in coro gli addetti ai lavori. Che dopo due anni di pandemia, chiusure e sangue amaro, sono tornati a sorridere.

Tanto da lasciarsi andare a un bilancio senza precedenti: «È andata meglio della Pasqua 2019», quella prima del Covid, per intenderci. Certo, da allora il turismo è cambiato, e l’allineamento astrale che ha fatto di questo fine settimana un momento unico è dipeso da due fattori – clima favorevole e voglia di vacanze – come ammette Francesco Giannerini, presidente di Confesercenti e titolare del campeggio Viareggio: «Siamo contentissimi, il tempo ci ha salvati e abbiamo avuto un numero di presenze al di sopra delle più rosee aspettative». Poco importa se questa Pasqua è stata di fatto l’inizio di un nuovo capitolo del turismo. Intanto gli operatori si prendono il buono di questi giorni e guardano avanti. «Fino a prima della pandemia a Pasqua e più in generale in bassa stagione, si lavorava con gli stranieri. Adesso – prosegue Giannerini – c’è stata una netta prevalenza di italiani. Le porto l’esempio del mio campeggio: su 500 ospiti, gli stranieri erano meno di cinquanta». Questo significa due cose. La voglia di vacanze nostrane, ma soprattutto la conferma di come la Versilia resti una delle mete preferite.

«Si vedeva – va avanti il presidente di Confesercenti – che c’era voglia di vacanza. Ho sentito anche alcuni amici balneari che hanno aperto i ristoranti e hanno fatto il tutto esaurito. È vero, la fruizione turistica è un po’ cambiata, abbiamo avuto molte prenotazioni last minute, ma a Pasqua è sempre stato così: la gente aspetta fino all’ultimo, guarda le previsioni meteo sullo smartphone e poi decide. Diciamo che stavolta è andata bene. La speranza è che per i prossimi ponti, quelli del 25 aprile e del Primo maggio il tempo ci assista».

Anche Abramo Franceschini, rappresentante dei ristoratori di Confcommercio ha la voce di chi ha appena fatto tredici. «Abbiamo fatto il pienone, ma ho sentito anche gli altri colleghi ed è stato un successo per tutti. Un neo? Alcuni hanno avuto problemi per quanto riguarda il personale: troppo poco». Ma in fondo è meglio così che il contrario: avere tutto lo staff a disposizione e i tavoli vuoti.

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