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Versilia

Il questore saluta la Versilia «Ora lascio un territorio sicuro»

Il questore Alessandra Faranda Cordella durante il saluto
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Il questore Alessandra Faranda Cordella durante il saluto

Alessandra Faranda Cordella dopo venti mesi va via da Lucca. Guiderà la polizia a Novara 

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VIAREGGIO. «Lascio un territorio sicuro, un territorio su cui come polizia abbiamo investito tante energie». Parla così il questore Alessandra Faranda Cordella, nella conferenza stampa in cui si congeda d Lucca. Da domani sarà a capo delle forze di polizia di Novara (al suo posto arriva Dario Sallustio, questore ad Arezzo). Cinquantasette anni, siciliana di origine ma con tanti anni di servizio nel nord Italia, Cordella è stata la prima donna a ricoprire l’incarico di questore nella città di Lucca, dove si è insediata il primo agosto 2020. «È stata una sfida – dice ripercorrendo i suoi venti mesi nella città dell’arborato cerchio –. Sono arrivata in pieno Covid e ho dovuto affrontare subito le questione legate alla movida versiliese e all’ordine pubblico dei grandi eventi, dovuto fare i conti con le disposizioni sul Covid. La mia attenzione è sempre stata rivolta alla sicurezza delle persone ma credo di non aver mai detto no a una manifestazione. Di certo non mi sono risparmiata, ho messo in campo tutto quello che ho imparato in 37 anni di polizia. Sono grata di aver vissuto questa esperienza che ho affrontato con slancio emotivo e operativo. Non è un addio: ho una casa in Versilia e quindi continuerò a frequentare questa bellissima città. Magari – dice sorridendo – mi vedrò qualche concerto del Summer senza dovermi preoccupare dell’ordine pubblico. Il rapporto con la cittadinanza è stato fondamentale: Lucca è una realtà dialettica, che ho sempre cercato di ascoltare e da cui ho ricevuto tanti stimoli. Conoscere il territorio e le persone che lo abitano per me è stata una priorità».

Tra i meriti che la dottoressa Cordella c’è quello di aver “rimesso a posto” la questura: «Quando ho capito che la possibilità di trovare una nuova sede richiedeva tempi lunghi mi sono adoperata per sistemare i locali di quella attuale. Per questo qualcuno mi ha definito una “brava massaia”, ma quando sono arrivata sui marciapiedi c’erano decine di persone in fila per ritirare i passaporti e gli ambienti di lavoro sono stati riqualificati. Abbiamo investito molto sulla prevenzione e soprattutto ridato vigore a un sistema di relazioni con gli altri enti che è fondamentale per fare sistema. La sicurezza è un problema che non concerne solo le forze di polizia, bensì tutti, istituzioni e cittadini. Dobbiamo invitare al pensiero: la società è complessa e le situazioni vanno affrontate sotto diversi profili. Cosa avrei fatto diversamente? Niente – conclude il questore (ci tiene a essere chiamata così e non al femminile, ndr). Certo tutto è perfettibile ma non ho rimpianti, anche se ci sono cose che lascio in sospeso e che invece avrei voluto finire. Toccherà al mio successo a cui faccio gli auguri di buon lavoro».



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