Forte dei Marmi, addio alla Dina. Cent’anni di vita sempre col sorriso sulle labbra
Storica imprenditrice turistica, è stata tra gli inventori e i protagonisti del CarnevalForteBambino
FORTE DEI MARMI. Cent’anni spesi con il sorriso sulle labbra e la gioia di vivere nel cuore. La Dina Polacci (ma da ragazza era Tommasi) se n’è andata sulla soglia del secolo di vita. I suoi cent’anni li avrebbe compiuti il 28 aprile, dopo avere vissuto un’esistenza piena, gioiosa, sia pure tra gli alti e bassi della vita, perdipiù così lunga. Impossibile vederla corrucciata. Era sempre serena e sempre pronta a manifestare la sua espansività e il suo carattere davvero esplosivo. La Dina, sì proprio con l’articolo, era un’imprenditrice turistica, e la sua agenzia immobiliare viene da lontano negli anni, da quando contava più l’agente che non una lussuosa agenzia, ed è stata tra le prime che hanno operato al Forte, ben prima che se ne trovasse una ad ogni angolo.
«Fino a qualche giorno fa l’ho trovata davanti alla sua agenzia – racconta Vasco Franceschi – e l’ho trovata come sempre in gamba e scherzosa. Poi un malore improvviso e l’ultima corsa al Versilia. La Dina era un personaggio fortemarmino autentico, dalle radici nella sabbia e nell’acqua del mare – continua Franceschi – ed è stata tra le creatici e tra le protagoniste del CarnevalForteBambino. Indimenticabile quando si faceva trasportare come un bebè sul passeggino. E tra le sue passioni anche l’Epifania, quando amava spessissimo calarsi nei panni della Befana per far sorridere non solo i grandi, ma anche i bambini».
La Dina, era così nel dna, sempre espansiva e scherzosa, anche soltanto se la incontrarvi per caso al Caffè Principe o per strada. Questa sua creatività e spensieratezza l’avevano fatta conoscere anche a livello nazionale dodici anni fa, quando alla bella età di 88 anni, prese a ballare il can-can e a interpretare Ninì Tirabusciò. L’occasione fu “Velone”, lo show firmato da Antonio Ricci e condotto da Enzo Iacchetti, e riservato a quelle che erano state le “ragazze di tanti anni fa”. E La Dina anche in quell’occasione si fece onore, conquistando in quel di Riccione uno degli ambitissimi posti nella finalissima milanese.
La Dina, classe 1922, era “una sagoma” come si dice qui al Forte, e se all’inizio di questa storia, aveva quasi rifiutato l’idea del figlio Angelo di iscriverla allo show di Canale 5, alla fine l’idea del tutto controcorrente e un po’ provocatoria gli era piaciuta. “L’unica cosa che ho chiesto – ci rivelò – è di fare quello che volevo e di essere me stessa”». E lo fu fino in fondo nella famosa danza delle spaccate e delle gambe sollevate con leggiadria, mostrando intatta la sua verve e la sua femminilità. Le esequie si terranno domani alle 15 nella chiesa di Sant’Ermete dove verrà celebrata la Messa, dopodiché proseguiranno al cimitero urbano. E saranno in tanti a darle l’ultimo saluto, come lei avrebbe voluto.
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