Viareggio in lutto per la scomparsa di Raffaello Bartelletti: «Super ingegnere e rotariano»
Aveva fatto parte del gruppo incaricato dal Ministero dei lavori pubblici del progetto di consolidamento della Torre di Pisa: «Pietra miliare del nostro Club, resterà un patrimonio per tutti quanti noi»
VIAREGGIO. Un grande lutto ha colpito la famiglia Bartelletti per la perdita del caro Raffaello scomparso, a 90 anni, giovedì scorso. Aveva fatto parte del gruppo incaricato dal Ministero dei lavori pubblici del progetto di consolidamento della Torre pendente ed era stato responsabile tecnico dei lavori di consolidamento su incarico del Comitato Internazionale per la salvaguardia del monumento. Il lutto ha colpito non solo la famiglia, gli amici ed i colleghi, ma anche il Rotary Club Viareggio Versilia di cui è stato socio fin dal 1962 ricoprendo fino all’ultimo molteplici incarichi tra cui la Presidenza del Club nell’annata 1992-1993.
«La perdita dell’amico Raffaello – spiega il presidente del Rotary Club Viareggio Versilia Maurizio Andres, riprendendo anche le parole del governatore del distretto Rotary 2071 Fernando Damiani – lascia in tutti noi un grande vuoto. È stato una pietra miliare del nostro Club ed il suo contributo resterà un patrimonio per tutti noi. Ci stringiamo fortemente intorno alla famiglia, alla quale esprimiamo la nostra più affettuosa vicinanza».
Raffaello Bartelletti è stato un uomo molto amato e stimato da tutti coloro che lo conoscevano per le sue grandi doti umane e per la sua profonda e fine intelligenza. Fra tra gli epigoni della grande scuola pisana e nella commissione Ponti del Cnr PISA, era considerato uno fra i più grandi ingegneri strutturalisti italiani: molti i suoi lavori anche in Versilia fra i quali il cavalcavia Barsacchi, la passerella sul Burlamacca e la progettazione, nel 1961, della Galleria d’Azeglio.
A Pisa il nome di Bartelletti, oltre che per la sua carriera accademica, è familiare soprattutto per la grande operazione di salvataggio della Torre cui partecipò con un ruolo operativo. Aveva insegnato Tecnica delle Costruzioni nell’Università di Pisa e per un lungo periodo era stato direttore dell’Istituto di Scienza delle Costruzioni ed anche membro della Commissione del Consiglio Nazionale delle Ricerche per lo studio delle norme sul cemento armato e della Sottocommissione “Ponti” dell’UNI. Un uomo molto amato e stimato da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lascia la moglie Chiara, i figli Mario ed Anna ed i nipoti Leonardo e Sara.
M. C. E.
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