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Versilia

Enoteca senza cuochi rischia di chiudere, dopo l’appello del titolare si fanno avanti in due

Tiziano Baldi Galleni
Enoteca senza cuochi rischia di chiudere, dopo l’appello del titolare si fanno avanti in due

Il ristoratore di Seravezza non trovava personale e si è rivolto al Tirreno: «Ancora poche candidature, ma spero vadano a buon fine»

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SERAVEZZA. Nonostante l’appello di sabato 26 marzo da parte di Massimiliano Federigi, titolare dell’Enoteca Marconi, solo due persone si sono offerte di lavorare nel ristorante di piazza Mazzini. Si tratta di un uomo di Carrara e di una ragazza residente a Grosseto ma proprietaria di un’abitazione a Querceta. In settimana, faranno un colloquio con il ristoratore. Fatto sta che le due – uniche – telefonate ricevute in 24 ore confermano la scarsità di domanda di lavoro nel settore turistico della Versilia; alcuni cuochi, poi, si erano rifiutati di prendere in considerazione l’offerta dopo che avevano scoperto che era a Seravezza.

«L’appello sulla stampa ha fatto notizia – dice il ristoratore – Mi ha prima contattato un ragazzo di Carrara. Al momento lui consegna il pane per un forno ma vorrebbe cambiare lavoro. Ha 55 anni e gli piacerebbe lavorare in cucina. Domani lo incontro e ci parlerò di persona. Poi sono stato contattato da una ragazza di 34 anni di Grosseto, che ha letto la notizia online. Lei si è proposta sia per la cucina che per la sala. Ha già lavorato in un caffè a Pietrasanta».

Insomma si tratta di due candidature che il ristoratore spera vadano a buon fine. Perché oltre a un cuoco, un aiuto cuoco, un lavapiatti e un cameriere, che sta cercando per il ristorante di Seravezza, lui sta aprendo anche una focacceria in piazza Duomo a Pietrasanta e quindi ha bisogno almeno di una persona anche lì. E ciò dovrebbe rendere la sua offerta ancora più interessante, in prospettiva.

«Fra l’altro continuo a non capire perché alcuni (come mi hanno riferito dall’Informagiovani) hanno rifiutato l’impiego perché il locale si trova a Seravezza: qui non si lavora fino a tarda notte anche il fine settimana, e quindi per alcuni dovrebbe essere un incentivo». Come Federigi aveva già chiarito, offrirà – a parte un contratto da apprendistato – retribuzioni di livello, in particolare per il cuoco e per il cameriere di sala che vorrebbe fosse esperto di vini. La carenza di personale non è senza dubbio un aspetto che riguarda tutti i ristoratori e gli albergatori. Il Tirreno ha raccontato anche il caso dell’Hotel Byron a Forte dei Marmi e del Plaza e de Russie a Viareggio per bocca dal titolare Salvatore Madonna.

Insomma, questo fenomeno c’è, e assume un valore rilevante se avviene in un contesto come quello attuale, in cui la disoccupazione in Italia è a un alto tasso. Secondo i dati Istat di gennaio 2022 è all’8, 8 per cento, e sale al 25, 3 tra i giovani. C’è anche una salita del numero di inattivi tra 15 e 64 anni, con più 74mila unità.

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