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Elezioni a Camaiore, un sondaggio nel centrodestra per scegliere il candidato unico
Quattro i nomi proposti: Marcello Mancini (Forza Italia), Riccardo Micheli (Lega), Pier Francesco Pardini (Scelta Civica per Camaiore) e Claudia Bonuccelli (FdI)
CAMAIORE. È scattata venerdì 25 marzo l’operazione-sondaggio nel centrodestra camaiorese. Alla fine il nome che rappresenterà la coalizione alle prossime elezioni amministrative a Camaiore, contrapponendosi ai due candidati della sinistra Enrico Marchetti e Marcello Pierucci, emergerà infatti da una semplice indagine sul territorio che, partita nella giornata di ieri, si concentrerà in questo fine settimana. Una misurazione del consenso popolare rapida e diretta quanto la domanda che sarà posta ai camaioresi con diritto di voto che saranno chiamati alle urne probabilmente a fine maggio: «Quale tra i seguenti nomi vorresti come prossimo sindaco della città?». E le opzioni proposte, come nei migliori quiz televisivi, sono quattro: Marcello Mancini per Forza Italia, Riccardo Micheli per la Lega, Pier Francesco Pardini per la lista "Scelta Civica per Camaiore" e infine Claudia Bonuccelli per Fratelli d’Italia. Mesi di trattative, veti incrociati e riunioni non sono quindi serviti a niente: alla fine i partiti hanno deciso di rimettere la decisione in mano ai cittadini.
Nessuno si assume la briga di confermarlo apertamente ma tutti e quattro i candidati ne hanno sentito parlare. Tanto che su alcune pagine social ufficiali - ad esempio quella di Scelta Civica - spuntano addirittura gli appelli alla popolazione. Tutti restano però vaghi sull’agenzia a cui è stato assegnato il compito di svolgere l’indagine e sulle modalità, quasi come se l’idea di lanciare un sondaggio rappresenti una sorta di "patata bollente" da passare di mano in mano. In realtà la decisione di ripiegare sul parere popolare non è scattata dai rappresentanti locali di partito, ma da quelli regionali (Giovanni Donzelli e Fabrizio Rossi per Fratelli d’Italia, Massimo Mallegni per Forza Italia e Mario Lolini per la Lega) chiamati a più riprese a compiere una scelta che dal tavolo camaiorese - bloccato da mesi in un increscioso impasse - faticava ad emergere.
L’ultima spiaggia per il centrodestra perciò è quella di tornare alle origini: laddove la politica degli accordi di coalizione ha fallito, ecco che si sceglie di sondare il polso del popolo (e non solo quello degli iscritti ai vari schieramenti e partiti) .E se c’è chi, esasperato, è pronto ad accettarne l’esito senza discutere («a questo punto chiunque emergerà dalla consultazione popolare avrà il mio appoggio - commenta il coordinatore comunale di Forza Italia Eros Baldini - non possiamo tergiversare ancora, o la corsa alla carica di sindaco sarà per noi niente più che uno scatto sui cento metri») , altri già ritengono i risultati del sondaggio «un’indicazione - spiega il coordinatore di Fratelli d’Italia Andrea Riccardo Fornari - da prendere in seria considerazione e su cui calibrare gli equilibri della coalizione».
Ma c’è anche chi, di fronte alla prospettiva, si limita a scuotere mestamente il capo. «Un sondaggio di cui non so nulla e che non accetto - dichiara Riccardo Micheli, che ha ritirato le sue paventate dimissioni da coordinatore della Lega dopo le suppliche degli iscritti del partito - anche qualora venisse fuori il mio nome, accetterei di candidarmi solo con una convinta convergenza politica».
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