Italia
Viareggio, Italia Nostra difende la Lecciona: «Il Parco impedisca questo scempio»
L’associazione contro Comune e Regione toscana: «Atto arbitrario se non illegittimo, la ciclovia non può passare da una zona vincolata»
Viareggio. Italia Nostra contro il Comune di Viareggio che ha deliberato il passaggio della ciclovia tirrenica dalla Lecciona e la Regione Toscana che dovrà attuare il progetto. Soprattutto perché dalla decisione è stato estromesso il Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, «sebbene il territorio rientri sotto la sua giurisdizione e quindi tutti gli interventi che lo interessano debbano essere sottoposti alla sua vincolante approvazione».
«La Lecciona – spiega Antonio Dalle Mura a nome del consiglio direttivo di Italia Nostra – è interessata da uno dei più estesi, meglio conservati e importanti sistemi dunali della costa toscana. E non è area marginale del Parco, ma area di particolare pregio paesaggistico faunistico e vegetazionale che, proprio per la rilevanza e rarità della sua connotazione naturalistica e scientifica, è riconosciuta negli atti della Regione Toscana come riserva naturale». Questa premessa per sottolineare come esista già «il massimo livello di tutela previsto dal nostro ordinamento giuridico. Ma se non bastasse, ricordiamo che è anche zona di protezione speciale e sito di interesse comunitario. Vogliamo altresì ricordare che il piano paesaggistico regionale esplicitamente impone “conservazione e tutela del sistema ambientale costiero e retrocostiero per la presenza di habitat di elevato valore naturalistico ambientale quale il sistema dunale”, e chiede che venga assicurata l’applicazione delle “principali misure di conservazione” con particolare riferimento: “alla riqualificazione degli ambienti dunali e retrodunali” e al “controllo dell’impatto turistico”». Ecco perché Italia Nostra denuncia l’amministrazione di Viareggio che «ignorando gli obblighi di tutela, e, soprattutto, in dispregio di funzioni e compiti del Parco non consultato, ha compiuto, a nostro avviso, un atto arbitrario se non illegittimo».
Da queste premessa arriva la richiesta al presidente del Parco affinché intervenga con l’amministrazione di Viareggio, «ma soprattutto presso gli Enti regionali e nazionali a cui è stata inviata tale deliberazione, per evidenziare il mancato rispetto e il dispregio delle proprie competenze e per chiedere, per palese illegittimità, il rigetto e il non esame di quella deliberazione».
Secondo Italia Nostra, non bastano più i pronunciamenti informali, ma «serve una comunicazione ufficiale della quale gli enti di competenza non possano evitare di prendere atto. Inoltre, il rifiuto dell’amministrazione viareggina di dialogare col Parco di cui contesta la legittimità presidente, la cui nomina ritiene in contrasto con gli interessi della città, rappresenta un grave arbitrio da parte di un’amministrazione e di un sindaco che mostrano in tal modo di ignorare il ruolo e la giurisdizione dell’Ente Parco, tanto da disconoscerne l’autorità a loro piacimento». Mura invita il presidente del Parco «a denunciare ciò perché, omettendone la denuncia ufficiale, rischia di legittimare un tale atteggiamento svalutativo anche presso il consiglio da lui presieduto e presso gli uffici e istituzioni a cui la deliberazione in oggetto è stata inviata».
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