Mamma scomparsa a 32 anni, Camaiore in lacrime per l’ultimo "abbraccio" tra Stella e il padre
Le corone di fiori per la donna morta nel sonno posate sulla tomba dell’impresario fatto uccidere dal cugino undici anni fa
CAMAIORE. Non c’è spazio nella piccola pieve romanica della Badia di San Pietro. Non abbastanza per contenere un’intera comunità in lacrime. Così i tanti camaioresi accorsi per porgere l’ultimo saluto a Stella Romanini, la giovane mamma di una bimba di diciotto mesi che domenica è morta nel sonno a soli 32 anni e figlia del noto imprenditore Stefano (ucciso da un killer su mandato del cugino Roberto undici anni fa), una volta riempite le tre strette navate si accalcano nel prato della chiesa.
Nel silenzio in cui sembra crollare anche il traffico cittadino, le parole di don Andrea Ghiselli, parroco di Capezzano e amico della famiglia Romanini, risuonano forti anche all’esterno delle spesse pareti di pietra. «Vorremmo tutti poter esprimere quello che proviamo di fronte alla scomparsa di Stella che fino a pochi giorni fa era in mezzo a noi, piena di sorrisi, di sogni e di speranze - dice don Andrea dal pulpito, commosso alla vista della bara di legno chiaro posta accanto alla foto che ritrae Stella sorridente, nel giorno del suo matrimonio - ma il rischio è quello di cadere in frasi di circostanza. Il nostro primo pensiero è per Nicola (il marito, nda) e per la piccola Gioia, che testimoniano la presenza vivente di Stella.
E poi per Giuliana, per lo strazio indicibile di una madre che nessuno di noi può capire, e per Serena che in questo momento rappresenta la forza che sostiene tutta la famiglia. Non possiamo che stringerci a loro in un dolore che va oltre ogni logica e che stride contro la natura stessa - conclude il parroco - per la morte inaspettata di una donna così giovane, proprio nel momento in cui le vite di tutti nella famiglia Romanini stavano ritrovando la serenità e la speranza dopo quanto subito in passato».Le parole di don Andrea sono scandite lente, trattenute dalla commozione, mentre tutta Camaiore non riesce a contenere il proprio pianto.
«La conoscevo da quando era bambina, non posso crederci» singhiozza una signora tra le navate, mentre le note dell’Hallelujah di Jeff Buckley e poi quelle di "Somewhere Over the Rainbow" accompagnano l’abbraccio della cittadinanza alla famiglia. C’è chi si spinge a sfiorare quella foto, quel volto sorridente. Altri invece abbracciano il marito di Stella, Nicola, il cui sguardo vuoto sembra essere quello di chi è rimasto prosciugato dal dolore. O di chi cerca, senza riuscire a trovarlo, un motivo che quantomeno lo giustifichi.La pieve si svuota, rapida come si era riempita. La gente di Camaiore si riversa in strada, fa da cornice al carro funebre che, dopo pochi metri, si ferma davanti al cimitero. È qui che le tante corone di fiori che avevano ricoperto la bara vengono posate sulla tomba di Stefano Romanini. Un ultimo, simbolico abbraccio prima che il corpo di Stella venga portato via. In attesa che le ceneri della figlia tornino a riposare proprio accanto al padre.
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