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Carnevale di Viareggio

Carnevale di Viareggio, ecco l’ultima frontiera dei corsi: i megaschermi sui carri

Simone Pierotti
Le immagini proiettate sul megaschermo del carro di Fabrizio e Valentina Galli (Foto Paglianti)
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Le immagini proiettate sul megaschermo del carro di Fabrizio e Valentina Galli (Foto Paglianti)

Le immagini vengono proiettate in diretta e il pubblico si può fotografare sul ledwall. «Sarà il futuro? Non lo so, noi siamo legati a un determinato budget per la realizzazione dei carri»

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VIAREGGIO. I giganteschi ledwall a bordo di un carro li avevamo già ammirati tre anni fa, ed il primo a ricordarlo è proprio lui: «Sì, erano già stati usati dai fratelli Cinquini e dai Lebigre». Però Fabrizio Galli, costruttore di prima categoria, ha alzato ulteriormente l’asticella, lui che fu un precursore negli anni Novanta con il dj sul carro e i mascheroni in vetroresina: «Credo che sia la prima volta che a Carnevale vengono trasmesse su un carro delle immagini in diretta non solo della sfilata, ma anche del pubblico che può fotografare sé stesso proiettato sul ledwall».

Proprio così: sul grande stargate del suo “Homogeneity”, costruzione dedicata alla parità di genere e realizzata assieme alla figlia Valentina, è possibile ammirare una ripresa dei corsi mascherati effettuata con una telecamera GoPro. «C’è un tecnico apposta che sta all’interno del carro a fare da regista – prosegue Galli – devo dire che è sempre molto sensibile alle nostre richieste: si possono fare un sacco di cose…».

Per esempio: proiettare la bandiera arcobaleno con la scritta ‘Peace’, le immagini di un vecchio carro che portava proprio questo messaggio – “La pace sia con voi” del 2002 – e, più goliardicamente, la scritta “FantaCarnevale” per guadagnare punti al gioco. «E soprattutto il video che scandisce i nostri cinque minuti di coreografia in piazza Mazzini – aggiunge – siamo molto soddisfatti».

Domanda: può essere il futuro del Carnevale? «Non lo so, noi siamo legati a un determinato budget per la realizzazione dei carri – risponde Galli – qui era necessario per rafforzare il messaggio, ma non per questo ci siamo risparmiati su altri materiali e sul resto della costruzione. Sicuramente i ledwall danno un’efficacia maggiore: proiettano quest’immagine al centro e il pubblico ne viene attratto».

La pensa così anche Elodie Lebigre: «Nel caso del nostro carro ‘Reset’ i megaschermi nascosti negli scafi delle rompighiaccio sono, concettualmente, due finestre sul mondo – spiega la più grande dei figli di Gilbert Lebigre e Corinne Roger – ci piaceva aggiungere una narrazione al carro: il concetto dell’orsa e della bimba Inuit è un po’ fiabesco, abbiamo pensato che fosse interessante far vedere non solo la catastrofe del cambiamento climatico, ma anche la bellezza della Terra».

A supportare la famiglia italofrancese nella ricerca delle immagini è stato Rocco Toscano: «Ci ha aiutato tanto, abbiamo abbinato pure alcuni frame al testo della canzone del carro scritta da Luca Bassanese così come vari scatti delle nostre maschere». Tutto, come detto, senza prevaricare gli elementi essenziali di una costruzione: «Dev’essere sì un tocco in più ma funzionale all’allegoria del carro – conclude Lebigre – sicuramente sono un elemento da sfruttare soprattutto per le sfilate in notturna, perché no? la magia del Carnevale rimane e continuerà a rimanere nella tridimensionalità delle figure che si muovono».
 

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